di Walter Cortella
Porto Recanati festeggia domenica 20 ottobre, con una solenne cerimonia organizzata dalla Associazione Arma Aeronautica-Sezione di Macerata, sotto il patrocinio del Comune e con la fattiva collaborazione di altri due preziosi partners, il Circolo Marchigiano d’Auto-moto-veicoli d’Epoca «Ludovico Scarfiotti» e l’Avio Club di Macerata, degli 80 anni dalla conquista da parte dell’Italia aviatoria della prestigiosa «Coppa Blériot», un evento sportivo che nel lontano 1933 stupì il mondo e diede grande lustro all’industria aeronautica italiana e intramontabile fama ai nostri piloti militari. In quegli anni il mondo della tecnica era in grande fermento in ogni settore, in special modo in quello aeronautico. Ogni Paese, vista l’indiscussa predominanza del mezzo aereo sulle tradizionali forze da combattimento terrestre, cercava di dare nuovo e possente impulso all’industria aviatoria. I record legati al volo si susseguivano vertiginosamente e in quella spasmodica gara gli italiani non furono secondi a nessuno. Sul finire degli anni ’20, la Regia Aeronautica Italiana aveva costituito a Desenzano del Garda il Reparto Alta Velocità (R.A.V.) dotato di idrovolanti da corsa Macchi-Castoldi, passati alla storia come idrocorsa MC 72, affidandone il comando al Col. pilota Mario Bernasconi. Quel glorioso Reparto aveva tre imperiosi obiettivi: battere il primato inglese di velocità assoluta; conquistare il record di velocità su una tratta di 100 km ma soprattutto voleva ardentemente aggiudicarsi la prestigiosa «Coppa Blériot» da assegnarsi al pilota che per primo avesse volato per 30’ ad almeno 600 km/h. Con quel potente mezzo che era l’MC 72, orgoglio dell’industria aeronautica italiana, i nostri piloti stabilirono record tuttora imbattuti, il più famoso dei quali è il primato di velocità assoluta, ottenuto nel 1934 dal M.llo Francesco Agello (1902-42), che portò il suo idrocorsa rosso, conservato presso il Museo dell’Aeronautica di Vigna di Valle, sul lago di Bracciano, alla spettacolare velocità di 709,202 km/h. Questo importante evento era stato preceduto qualche mese prima da un’altra grande impresa aviatoria. Il Comandante Guglielmo Cassinelli a bordo di un altro idrocorsa MC 72, aveva letteralmente polverizzato il precedente record detenuto dagli inglesi, coprendo una «base» di 100 km alla fantastica velocità di 629,370 km/h. E a seguire, il 21 ottobre 1933, ancora un successo tutto italiano, grazie alla impeccabile prova di un altro asso della nostra aviazione, il capitano Pietro Scapinelli (1904-41) che con grande tenacia aveva inseguito la mitica Coppa Blériot.
Oggi quei record possono apparirci poca cosa e alla portata di tutti, ma non bisogna dimenticare che eravamo nel pieno degli anni ’30, un’epoca in cui gli aerei avevano ancora la propulsione ad elica, le fusoliere erano realizzate con tubi metallici e tela, i motori avevano potenze limitate e l’idrovolante era di per sé un mezzo piuttosto pesante. Il legame tra la grande impresa di Scapinelli e Porto Recanati sta nel fatto che essa venne realizzata proprio nel cielo della cittadina rivierasca. Più precisamente, Porto Recanati fu punto di partenza e di arrivo della avvincente performance sportiva. La scelta cadde su quel tratto di costa marchigiana caratterizzata da stabili condizioni meteorologiche, fondamentali per il successo della gara. L’idrocorsa dell’asso di Reggio Emilia iniziò la sua corsa passando alle 9 e 12 di quel sabato 21 ottobre sul pilone appositamente innalzato, puntò il suo «muso» a nord, verso Porto Corsini, in provincia di Ravenna, girò intorno ad un analogo pilone effettuando la speciale «virata Desenzano», una specialità dei nostri aviatori e famosa in tutto il mondo, quindi tornò indietro. Concluse la sua corsa impiegando 31’ 44″ per coprire i 327,616 km del percorso, alla media record di 619,374 km/h. Il grande Scapinelli aveva portato finalmente in Italia l’agognata «Coppa Blériot». Nel breve arco di qualche mese, l’Aeronautica Militare Italiana aveva scritto uno dei più gloriosi capitoli dell’avvincente corsa alla velocità. Domenica 20 il Ten. Avv. Giuseppe Sabbatini ricorderà l’evento sportivo come fece già in occasione del 50° anniversario, nella sua veste, ora come allora, di dinamico e instancabile Presidente della Sezione dell’A.A.A. di Macerata. La cerimonia avrà inizio alle ore 10,30 con l’arrivo sul campo sportivo dei Salesiani della statua della Madonna di Loreto, Celeste Patrona degli aviatori di tutto il mondo, trasportata con l’elicottero di uno dei Soci dell’Associazione. Seguirà una messa nella chiesa del Preziosissimo Sangue. A conclusione, corteo fino alla Piazza Brancondi, con deposizione di corona ai Caduti e discorsi di circostanza presso la lapide, posta sul retro del Kursaal a ricordo dell’impresa del Cap. Scapinelli. Per l’occasione ci sarà un’esposizione di auto d’epoca in piazza Brancondi, a cura del Circolo «L.Scarfiotti». Questa semplice ma significativa cerimonia vuol testimoniare la presenza e l’impegno dell’A.A.A. sempre protesa verso la salvaguardia di irrinunciabili valori civili e sociali.
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