“Vi amo tutti e vi porto nel cuore”. E’ l’ultimo messaggio che Ilenia Santoni, affidandolo ad una amica, ha voluto dare ai suoi familiari e agli amici che le sono sempre stati accanto nella vita e durante la malattia che l’ha portata via a soli 41 anni (leggi l’articolo). A leggerlo, questa mattina, durante il funerale della giovane imprenditrice, è stato don Luciano Montelpare, parroco della chiesa dei santi Pietro, Paolo e Donato. Nella chiesa nel cuore di Corridonia oltre mille persone, tra loro industriali e imprenditori, hanno partecipato all’ultimo saluto ad Ilenia. Uno dei momenti più toccanti è stato quando il marito dell’imprenditrice, Andrea Di Caprio, ha detto: “La ringrazio, perché attraverso i miei figli tutti i giorni vedrò Ilenia”. Un lungo discorso lo ha tenuto il fratello di Ilenia, Giuseppe, in cui ha elogiato la sorella per l’impegno profuso nell’azienda. Anche padre Massimo, il padre spirituale che ha accompagnato l’imprenditrice nel lungo e difficile periodo della malattia, ha lasciato la sua testimonianza. Infine è stata proprio Ilenia a rivolgersi ai presenti.
Lo aveva chiesto ad una amica (che oggi non poteva essere presente) a cui aveva affidato di scrivere un messaggio: “Vi porto tutti nel cuore”. “Cari Rosa, Andrea (la mamma e il papà, ndr) Giuseppe e Alessia (il fratello e la cognata, ndr) oggi è per voi la giornata più dolorosa nel percorso che Ilenia ha iniziato nel dicembre del 2011 – dice la lettera dell’amica –, Ilenia ha affrontato la gravissima malattia con grande coraggio, infinita forza, senza mai fare pesare ad alcuno le terribili sofferenze che ha incontrato e che si sono aggravate in questi ultimi mesi. Giovane mamma e giovane imprenditrice, adorata dai bimbi, rispettata dai suoi collaboratori non si è mai rifiutata di aiutare in azienda chi aveva più bisogno. Ha sempre pensato prima agli altri che a se stessa”. All’uscita, 40 ragazze hanno accompagnato il feretro portando ognuna un mazzo di rose bianche.
L’imprenditrice, mamma di due bambini di 4 e 9 anni, si è spenta mercoledì pomeriggio per un male inguaribile. Era consigliere delegato della società di famiglia, la Santoni shoes.
(Redazione CM)
(Foto Cronache Maceratesi)
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Riposa in Pace
<3
R.i.p.
Un dolore dignitosamente portato dai suoi cari. Avevano avuto tutto il tempo – si potrebbe dire – per prepararsi mentalmente a questa dipartita. Ma una madre, una figlia, una moglie, una sorella, un’amica, che ci abbandona, anche se si è preparati, lascia un vuoto unico…
Avevo avuto in mente, anni fa, di andare nella fabbrica dei Santoni per cercare di capire come era stato possibile per un “artigiano” come tanti altri – in massima parte scomparsi – riuscire ad emergere al punto di espandersi a livello mondiale, e, insieme al nome di “Santoni”, portare a livello mondiale il nome di Corridonia… Quindi, quello di Ilenia è stato un lutto cittadino. E come tale si sarebbe dovuto riconoscere istituzionalmente. Pure perchè una grande quantità di famiglie dipendono dall’attività dei Santoni.
Se fossi andato anni fa alla fabbrica avrei conosciuto pure Ilenia, la quale, insieme al fratello, ha preso il testimone dai genitori ed insieme ad essi, e poi da soli, in futuro, magari con i loro figli, lo avrebbe portato avanti. So fin da oggi che attività del genere non sono a “caso”, ma sono frutto di forza, coraggio, volontà, sfrontatezza di fronte all’ignoto, ed, ovviamente, di grosse capacità intellettuali e volitive. Insomma, in ogni essere umano, ci possono essere grandi capacità, ma pochi sono in grado di scoprirle e di utilizzarle.
Ho avuto modo di ammirare una sola volta “una” scarpa di Santoni esposta in una vetrina del Multiplex. Solo chi dipinge con l’antica tecnica delle “velature” può comprendere il grande mestiere che rende “grande” la scarpa Santoni. Non sono un conoscitore di scarpe, di moda… Spesso me le compra mia moglie e me le metto. Le voglio “larghe”, poiché a me interessa solo andare “comodo”. Invece, di fronte a quella scarpa, ci rimasi parecchio tempo ad ammirarla, a cercare di carpire il segreto della sua bellezza. Senz’altro un Botticelli pittore lo avrebbe capito prima di me; ma ci arrivai: erano le “velature” a sovrapposizioni continue quelle che rendevano “preziosa” la scarpa Santoni. Qui, a questo punto, non ero più di fronte ad una scarpa, ma ad “arte applicata”.
In chiesa si sono dette tante cose “per i vivi”, ossia per quelli che ancosa sono sul piano fisico, che hanno l’udito, ma non vedono i piani “più sottili”, invisibili.
I defunti – ossia quelli che non hanno più un corpo fisico, ma che hanno una maggiore percezione della realtà che è intorno a loro – non odono le parole che vengono dette, ma percepiscono le “emozioni” dei presenti.
A volte faccio fatica io stesso a stare di fronte al dolore espresso visivamente, e come vibrazione emozionale, da parte di parenti e amici del defunto. Con Ilenia, l’ho già detto, l’emozione era contenuta al minimo. Il Padre spirituale aveva detto di come Ilenia aveva affrontato la malattia fino agli altimi momenti. La cosa importante è che aveva “accettato” ciò che stava avvenendo ed è avvenuto. Aveva accettato che il destino – già scritto fin da prima della nascita – si compisse. Nulla avviene a caso, mai! Nell’economia divina non esista il “caso”, ma una “Causa che crea un Effetto”.
Dopo il grandioso aiuto della Chiesa con l’Acqua Benedetta e con l’Incenso magnetizzato dal sacerdote, si esprimo appelli ed inviti, che il defunto non percepisce, privato dell’udito fisico. Dove era, intanto, Ilenia? Era lì, insieme alle persone care, ai collaboratori, alle maestranze, a noi cittadini. Certo, un individuo depravato, perfido, malvagio non è che stia troppo bene dopo aver lasciato il corpo, tra le sorprendenti realizzazioni e gli incubi. Con Ilenia abbiamo sentito serenità. Ho cercato di trovare quel dolore appiccicaticcio che a volte si trova nei funerali, ma non ci sono riuscito.
Dove è adesso Ilenia? Magari più in là, anche se in quel luogo il tempo non si misura, Ilenia inizierà un percorso di affinamento in piani sempre più sottili. Oggi, è ancora qui, vicino ai suoi. Nella sua fabbrica. Al lavoro…
Si dice di pregarla… Giusto, anzi giustissimo. Le si possono chiedere molte cose, pure di aiutare a mandare avanti la fabbrica. Certo i quattro Vangeli di ciò che effettivamente avviene dopo la cosiddetta morte non dicono niente, salvo un “raggiungimento” finale in cui sarai unito al tuo Creatore. Certe conoscenze le possiamo, ad esempio, trovare nel Corano, che è molto “pratico” e svela le parti occulte che furono cancellate dai Vangeli dall’imperatore Giustiniano, come capo della chiesa. Che all’epoca non era papa Vigilio.
Voglio dedicare alla cara Ilenia questi versi di Federico Garcia Lorca:
“La canzone che mai dirò si è fermata sulle mie labbra… Canzone di stelle vive sopra un giorno perpetuo.”