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L’arresto al Monumento dei caduti:
urla “Viva l’Italia”
e fa il saluto fascista
(foto-video)

FOLLIA RAZZISTA - In piazza della Vittoria la fine dell'incubo con l'arresto di Luca Traini, che per circa due ore ha seminato il terrore per le vie della città. Il 29enne è sceso dall'auto, si è tolto la felpa, si è messo la bandiera dell'Italia sulle spalle ed è salito sulla scalinata. Quindi ha inneggiato al nostro Paese con il braccio destro teso verso l'alto
sabato 3 febbraio 2018 - Ore 16:00 - caricamento letture
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L’auto di Traini

 

di Giovanni De Franceschi

(foto di Fabio Falcioni)

L’incubo a Macerata è finito intorno alle 12,30, dopo quasi due ore di pura follia. Il sipario sul terrore è calato con un saluto fascista e una bandiera dell’Italia, davanti al Monumento ai caduti, in piazza Della Vittoria. E’ proprio qui che le forze dell’ordine hanno bloccato Luca Traini. Il 29enne è arrivato a bordo dell’Alfa 147 nera, la stessa da dove aveva iniziato a sparare a caso sui passanti in via Dei Velini: gli obiettivi erano uomini e donne extracomunitari, neri per la precisione. Una furia omicida senza un vero obiettivo, un odio irrazionale, razzista. Traini ha lasciato la pistola, una Glock 4, in macchina. Era da solo. E’ sceso con la bandiera italiana sulle spalle, si è tolto la felpa, ha alzato il braccio destro con la mano tesa verso l’alto e ha urlato “Viva l’Italia”. Una dimostrazione davanti a uno dei monumenti simbolo della città come atto finale di una pazzia che sconvolto Macerata e non solo. Nel giro di pochi minuti sono arrivati i carabinieri e l’hanno bloccato sulla scalinata. Quindi la corsa in caserma.  «Ho visto il momento in cui è arrivato – racconta Leonardo Splendiani, che ha un negozio proprio davanti piazza Della Vittoria – ha fermato l’auto, è sceso, si è tolto una felpa nera e sulle spalle aveva la bandiera italiana. Poi ha urlato qualcosa, ma non ho capito, è ha fatto il saluto fascista. Ho chiamato subito la polizia». Una della mattinate più buie della storia della città si è conclusa con un abbraccio simbolico, che parla da solo: quello tra un carabiniere e un poliziotto.

L’abbraccio tra un carabiniere e un poliziotto dopo l’arresto

L’uomo che ha sparato al momento dell’arresto

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