Addio a Mario Stoccuto:
il giornalismo maceratese
perde uno dei suoi maestri
MACERATA - Ex dirigente Asur, per oltre mezzo secolo ha raccontato la Maceratese e lo sport del territorio. Aveva 81 anni, lascia la moglie e due figli. Il cordoglio dei colleghi, della società biancorossa e degli amici di sempre. «Una persona di una bontà e di una gentilezza straordinarie». Il funerale domani alle 15,30 nella chiesa di Santa Croce

Mario Stoccuto
di Matteo Zallocco
Addio a Mario Stoccuto, storica firma dello sport maceratese. Aveva 81 anni ed è morto nella tarda mattinata di oggi all’ospedale di Macerata.
Da anni combatteva con problemi di salute, ma fino a quando ha potuto non aveva rinunciato alla sua grande passione per il calcio e soprattutto per la Maceratese. Una vita divisa tra la famiglia, il lavoro e il giornalismo. Stoccuto era stato dirigente dell’Asur, ruolo nel quale era molto apprezzato, ma il suo nome è soprattutto legato alla professione giornalistica. Firma storica de Il Resto del Carlino, ha scritto con il quotidiano fino a pochi anni fa, raccontando per decenni la Maceratese e lo sport locale.

Mario Stoccuto con gli ex calciatori dell’Inter Javier Zanetti e Ivan Ramiro Cordoba
Grande tifoso dell’Inter, il calcio ha sempre occupato un posto speciale nella sua vita. Una passione che ha saputo trasformare in un punto di riferimento per l’informazione sportiva maceratese, dirigendo per decenni le pagine dedicate allo sport locale de Il Resto del Carlino. La Maceratese, in particolare, è stata una presenza costante del suo lavoro: ne ha raccontato vittorie, sconfitte, stagioni e protagonisti con la cura e l’autorevolezza di chi conosceva profondamente il mondo dello sport e il suo territorio. Anche quando la salute aveva iniziato a limitarlo, aveva continuato a seguire la sua Rata, andando allo stadio finché gli è stato possibile.
A ricordarlo è il giornalista Mario Battistini, con il quale ha condiviso molti anni in redazione fin dai primi tempi del Resto del Carlino a Macerata. «Un carissimo amico, generoso e tanto leale. Dava armonia a tutta la redazione perché era un ragazzo di grande equilibrio, oltre che un grande giornalista». Che ha trasmesso la sua passione e tanti insegnamenti ai più giovani.

Maurizio Mosca (al centro) con Mario Stoccuto e Giancarlo Caldarelli
Profondo anche il ricordo di Maurizio “Momo” Mosca, storico presidente della Maceratese. «Un amico di una vita, stavamo sempre insieme tra la famiglia, il mare, le partite, la Maceratese e l’Inter. Mi dispiace molto. Era una persona di una gentilezza e di una bontà veramente straordinarie».
«Era apprezzatissimo sia a livello professionale all’Asur sia in quello giornalistico, che era la sua grande passione, a partire dalla Maceratese», prosegue Mosca. E proprio il calcio era al centro di tanti momenti condivisi. «La domenica sera vedevamo l’Inter a casa mia assieme ad altri amici. Lui arrivava sempre tardi perché stava lavorando per l’articolo della Maceratese e per il resto dello sport locale. E, come suonava campanello, l’Inter prendeva gol. Allora gli altri amici interisti dicevano: “Non è che porta sfiga?” e non volevamo più farlo salire. Ne nasceva sempre un siparietto divertentissimo». Un ricordo che si intreccia con il dolore per un’altra recente perdita. «Due mesi fa è morto un nostro carissimo amico, Giancarlo Caldarelli. Purtroppo se ne stanno andando uno dietro l’altro. È una grandissima perdita per la nostra città».
Infine il saluto della sua squadra: «La S.S. Maceratese apprende con grande dispiacere della scomparsa di Mario Stoccuto, storico giornalista che per oltre 50 anni ha seguito e raccontato con equilibrio e competenza le vicende della Maceratese sulle pagine de Il Resto del Carlino. Il presidente Alberto Crocioni e la società esprimono le più sentite condoglianze alla famiglia».
Mario Stoccuto lascia la moglie Franca, i figli Stefano e Laura e i nipoti.
La camera ardente sarà allestita al centro funerario di via dei Velini oggi dalle 17 alle 20 e domani dalle 8 alle 15. Il funerale si terrà domani alle 15,30 nella chiesa di Santa Croce, a Macerata.