Diritto allo studio, Catena:
«Borse senza certezze e strumenti deboli.
A rischio il futuro delle Marche»

ANCONA - Voto contrario delle opposizioni al Piano regionale 2026-2029. Il consigliere dem: «Bocciate anche le nostre proposte su alloggi e trasporti. Per attrarre studenti servono servizi e risorse certe»

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Il consigliere regionale Pd Leonardo Catena

«Garantire a un giovane la possibilità di studiare significa investire nel futuro dei nostri territori. Senza borse di studio certe, alloggi a costi sostenibili, trasporti accessibili e mense che funzionino, l’università rischia di diventare una possibilità riservata a chi può permettersela. E le Marche perdono occasioni per attrarre studenti, trattenere laureati e sostenere il rilancio economico». A dirlo è Leonardo Catena, consigliere regionale del Partito democratico, spiegando il voto contrario delle opposizioni al Piano regionale per il diritto allo studio 2026-2029, approvato dalla maggioranza di centrodestra martedì.

«Il Piano riconosce molte delle difficoltà del sistema universitario marchigiano, ma non le affronta con impegni finanziari e strumenti sufficientemente concreti. La maggioranza ha inoltre bocciato l’ordine del giorno delle opposizioni, a prima firma del vicepresidente Enrico Piergallini, con cui chiedevamo di trasformare quelle criticità in interventi precisi a sostegno di studenti e famiglie» continua Catena.

Il primo nodo riguarda la garanzia delle borse a tutti gli studenti idonei. «Da oltre dieci anni le Marche assicurano la copertura integrale: un risultato da difendere. Il nuovo Piano, però, lega questo obiettivo alla formula “compatibilmente con le risorse economiche a disposizione”, proprio mentre segnala la fine delle risorse Pnrr per le borse dall’anno accademico 2026/2027 e il quasi esaurimento della linea Fse+ destinata agli studenti meritevoli a basso reddito. Senza quantificare il fabbisogno e le risorse regionali necessarie a colmare eventuali scoperture, si lascia aperto il rischio del ritorno degli idonei non beneficiari: ragazzi che hanno i requisiti per ricevere una borsa, ma restano senza sostegno per mancanza di fondi». L’ordine del giorno respinto chiedeva la copertura integrale delle borse anche attraverso risorse regionali in assestamento, agevolazioni progressive sui trasporti per le famiglie con Isee inferiore a 30 mila euro e una maggiore quota di posti letto riservata al diritto allo studio negli interventi di housing universitario. Prevedeva, inoltre, il potenziamento del supporto psicologico, controlli sulla qualità delle mense e tutele nei requisiti di merito per studenti lavoratori o con responsabilità di cura.

«Sono questioni concrete anche per il nostro territorio – sottolinea Catena -. Nel presidio di Macerata, per il 2025/2026, il Piano riporta 1.092 domande di alloggio a fronte di 512 posti disponibili. Servono tempi certi per i nuovi interventi e chiarezza sui canoni e sui posti effettivamente accessibili agli studenti. La presenza dell’università è una risorsa per le città e per le comunità circostanti: sostenerla richiede una programmazione che tenga insieme abitazioni, collegamenti e servizi».

La seconda criticità, secondo Catena, riguarda l’internazionalizzazione e l’attrattività verso gli studenti stranieri. «Il Piano ne riconosce l’importanza, ma gli indirizzi sull’accoglienza, sui servizi multilingue e sull’integrazione non sono accompagnati da risorse dedicate, scadenze e risultati misurabili sufficientemente definiti. Attrarre studenti dall’estero richiede un sistema capace di accompagnarli nello studio e nella vita quotidiana. Per scegliere le Marche e pensare di restarci dopo la laurea – conclude il consigliere regionale – un giovane deve trovare trasporti accessibili, mense efficienti, alloggi sostenibili, spazi di incontro, un contesto culturale stimolante e opportunità di lavoro qualificato. È su questo ambiente favorevole che si costruisce l’attrattività dei nostri atenei e dei territori. Abbiamo votato contro perché il diritto allo studio merita garanzie concrete: è una scelta di giustizia sociale e una condizione essenziale per lo sviluppo delle Marche».

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