Bambina rischia di soffocare con l’uva:
in prognosi riservata al Salesi
SOS - Una bimba di tre anni è ricoverata a causa di un chicco d'uva. I consigli del primario del reparto di Anestesia e rianimazione dell'ospedale pediatrico, Alessandro Simonini: «Importante conoscere le manovre da adottare in caso di soffocamento»

Bambina di tre anni rischia di soffocare dopo aver mangiato un chicco d’uva, è ricoverata al Salesi in prognosi riservata. È successo ieri sera a Jesi anche se questa mattina l’Azienda ospedaliera universitaria delle Marche in una nota citava, per un errore, Fiastra come luogo in cui era avvenuto il soffocamento. Le condizioni della bambina restano gravissime. Tutto è successo a causa di un chicco d’uva con la piccola che ha rischiato di restare soffocata.
L’episodio è avvenuto a Jesi durante una fiera. Al momento la piccola si trova ricoverata all’ospedale pediatrico dorico, nel reparto di Rianimazione pediatrica.
Il bollettino arrivato dall’ospedale fa sapere che attualmente la piccola è sottoposta a sedazione farmacologica profonda, ventilazione meccanica e alle cure intensive.
La prognosi resta al momento riservata.
Proprio a causa di questo episodio l’ospedale di Torrette ha sottolineato il pericolo di soffocamento per i bambini durante l’alimentazione.
«Gli episodi di soffocamento rappresentano una delle problematiche più gravi dell’età pediatrica. La fascia d’età più a rischio è quella da 0 a 4 anni. Senza entrare nel merito di singoli casi clinici, eventi di questo tipo richiamano l’attenzione sull’importanza della prevenzione e sulla necessità che anche i cittadini conoscano le manovre fondamentali di disostruzione delle vie aeree. Sono gli alimenti più piccoli e quelli rotondi o cilindrici le maggiori fonti di rischio, dai chicchi d’uva». Poi cita il caso di Jesi e sottolinea che questo genere di cibi andrebbero alternati nella forma per evitare che fungano da tappo.

Alessandro Simonini
Alessandro Simonini, direttore del reparto di Anestesia e Rianimazione pediatrica del Salesi: «L’inalazione di un corpo estraneo è una condizione potenzialmente gravissima, perché in caso di ostruzione completa delle vie aeree può determinare in pochissimo tempo una grave carenza di ossigeno, perdita di coscienza e arresto cardiaco. In queste situazioni i primi minuti sono decisivi e saper riconoscere ciò che sta accadendo ed eseguire correttamente le manovre di disostruzione può realmente fare la differenza».
Secondo Simonini: «Non si tratta di proibire indiscriminatamente determinati alimenti – spiega Simonini – ma di prepararli in modo adeguato all’età del bambino, modificandone forma e dimensioni. Un alimento piccolo e tondeggiante può adattarsi molto bene al lume delle vie aeree e comportarsi come un vero e proprio tappo. Nei bambini piccoli il rischio aumenta anche per ragioni comportamentali: durante il pasto generalmente si muovono, giocano, ridono, piangono e questo può interferire con la normale coordinazione tra masticazione, deglutizione e respirazione». Importante, dice ancora il primario «diffondere la formazione sulle manovre di disostruzione e sulla rianimazione cardiopolmonare pediatrica. Genitori, nonni, insegnanti, educatori e, più in generale, chiunque trascorra tempo con i bambini dovrebbe conoscerle».