«Cinque prof aggrediti in pochi mesi,
servono classi più piccole
e maggiore sorveglianza»
MACERATA - Il segretario provinciale Snals Ugo Barbi denuncia una situazione insostenibile: «Siamo arrivati addirittura a proposte di licenziamento perché non si è più in grado di esercitare al meglio la professione». E sul tetto del 30% di stranieri in classe: «A Macerata sono il 18% del totale, ma la scuola si regge anche con loro e non possiamo spostarli da un istituto all’altro, sono affermazioni che lasciano il tempo che trovano»

Ugo Barbi
Non sono passate nemmeno due settimane dalla campanella d’inizio anno e la violenza nelle scuole torna già a far discutere. Lo rivela lo Snals di Macerata, che attraverso il proprio segretario provinciale, Ugo Barbi, lancia un nuovo allarme sulle condizioni in cui insegnanti e personale scolastico sono chiamati a lavorare ogni giorno.
«La violenza dilaga – dice Barbi – ciò che ascoltiamo al tg sono casi che toccano anche le scuole della nostra provincia: lo scorso anno ho ricevuto cinque professori nel giro di poco tempo che hanno subito spintoni, aggressioni verbali e non, situazioni incontrollabili in cui i ragazzi tirano i banchi e sfidano i docenti con atteggiamenti di superiorità. Siamo arrivati addirittura a proposte di licenziamento perché non si è più in grado di esercitare al meglio la professione. C’è molta omertà da parte del corpo insegnanti perché evidenziare questi comportamenti, a volte, può mettere in luce anche una scarsa capacità di controllare la situazione da parte dell’adulto che si sente meno autorevole».
Un fenomeno che i numeri confermano tutt’altro che marginale. Secondo il monitoraggio del Ministero dell’Istruzione e del Merito, gli episodi di violenza contro il personale scolastico sono stati 51 nel 2024/2025, con le famiglie degli studenti responsabili di quasi la metà dei casi. Un’indagine dell’Istituto di fisiologia clinica del Cnr segnala inoltre che nel 2025 il 3,6% degli studenti delle scuole superiori dichiara di aver colpito un insegnante, una quota quasi triplicata rispetto agli scorsi anni.
«A questo, c’è una questione parallela: la presenza degli stranieri nelle classi. Già un vecchio decreto del 2010 stabiliva un tetto del 30% nelle aule che oggi si vuole ancora ridurre – prosegue Barbi – la provincia di Macerata registra la presenza di 7114 alunni stranieri con cittadinanza non italiana, il 18,33% del totale. Il problema però è che la scuola si regge anche con i bambini stranieri che sono sempre di più in aumento e non possiamo spostarli da un istituto all’altro. Sono esternazioni che lasciano il tempo che trovano. Bisogna attuare una vera e seria riforma, cioè tagliare in generale il numero degli studenti nelle classi. Lo chiediamo da anni, un massimo di 15 alunni per migliorare anche la qualità della didattica ma soprattutto aumentare il numero di collaboratori scolastici e di personale: dal video pubblicato dal tredicenne che ha accoltellato la professoressa a Roma si evince proprio che in quell’ala scolastica percorsa dal ragazzo non c’era nessuno, era un episodio che si sarebbe potuto evitare».
Per lo Snals di Macerata la strada da percorrere è quindi duplice: ridurre il numero di alunni per classe per alleggerire il carico gestito da ogni docente e rafforzare in modo strutturale la presenza di personale di vigilanza negli istituti: «Cerchiamo di dare una maggiore dignità alla scuola e a chi ne fa parte ogni giorno», conclude Barbi.