Lavori infiniti in galleria,
chiusura prorogata di un mese
Rabbia dei sindaci: «Ostaggio del cantiere»

STRAPPO - Il provvedimento disposto da Anas sarà esteso fino al 30 ottobre. I primi cittadini di Pioraco, Fiuminata e Sefro: «Vogliamo un tavolo di crisi in prefettura. O si garantisce il transito continuativo o scatterà la segnalazione alla procura»

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galleria pioraco sindaci

La galleria di Pioraco, in alto il sindaco Matteo Cicconi. In basso a sinistra il primo cittadino di Sefro Pietro Tapanelli, a destra il sindaco di Fiuminata Vincenzo Felicioli

Ancora non si vede la luce in fondo al tunnel per i lavori della galleria di Pioraco. L’Anas ha disposto un’ulteriore chiusura fino al 30 ottobre (inizialmente dovevano finire il 25 settembre) per consentire il completamento dei lavori strutturali. Sul piede di guerra i sindaci di Pioraco, Fiuminata e Sefro.

Il provvedimento è attivo dalle 21,20 alle 6 del mattino successivo, dal lunedì al venerdì. Il transito rimane regolare, quindi, nei fine settimana (negli altri giorni è garantito ai soli mezzi di soccorso in emergenza). «Invitiamo gli automobilisti a pianificare gli spostamenti lungo i percorsi alternativi segnalati in loco e ringraziamo per la collaborazione» fa sapere il Comune di Pioraco che spiega anche che, «da comunicazione della ditta esecutrice, per le notti di oggi e domani, la strada in prossimità delle note gallerie sarà aperta a senso unico alternato come di giorno».

Una ulteriore proroga di chiusura che ha provocato uno strappo tra Anas e le comunità dell’Alta valle del Potenza. «La misura è colma. La recente e gravissima notizia, appresa solo in via indiretta dai vertici territoriali senza alcun preventivo confronto istituzionale, relativa al prolungamento della chiusura del tratto della statale 361 “Septempedana” fino alla fine di ottobre, segna il punto di non ritorno nei rapporti tra le comunità dell’Alta valle del Potenza e l’Anas». A dirlo sono Matteo Cicconi, Vincenzo Felicioli e Pietro Tapanelli, primi cittadini di Pioraco, Fiuminata e Sefro.

Il provvedimento, varato originariamente per consentire il completamento dei lavori di unione tra le gallerie “Scoglio del Paradiso” e “della Cartiera”, doveva limitarsi a due sole settimane, dal 14 al 25 settembre. «Al contrario, il territorio viene ora posto di fronte al fatto compiuto di un ulteriore mese e mezzo di limitazioni, portando il cantiere nel pieno dell’autunno – dicono i sindaci -. Stigmatizziamo con forza l’operato dell’ente di gestione stradale: una conduzione opaca, dilatata ben oltre qualsiasi soglia di ragionevolezza e profondamente lesiva dei diritti essenziali dei cittadini e del tessuto economico dell’intera area».

La vicenda trae origine dal distacco roccioso dell’autunno 2021, quando la caduta di pesanti massi colpì una vettura lungo la carreggiata. Quello che doveva costituire un intervento risolutivo «si è però trasformato in un’odissea pluriennale: ritardi nell’acquisizione dei casseri, cantieri deserti per lunghe settimane, rinvii reiterati delle date di ultimazione -annunciate prima per l’inizio del 2026, poi per la successiva primavera – e adesso una sequenza di serrate notturne che assume i contorni di una beffa intollerabile – continuano Cicconi, Felicioli e Tapanelli -. La statale 361 è l’unica vera arteria di collegamento con la vallata e il solo accesso stradale diretto a Pioraco, oltre che snodo imprescindibile per Sefro e Fiuminata. Interrompere il transito dalle 21,20 alle 6 significa bloccare i turni serali e notturni delle maestranze industriali del polo cartario, ostacolare il rientro delle famiglie e imporre pericolose deviazioni su percorsi montani secondari, lunghi e privi dei necessari standard di sicurezza. La pur doverosa garanzia di passaggio per i soli mezzi di soccorso in emergenza non attenua l’isolamento subito da intere comunità».

«Siamo stanchi di subire la totale indifferenza per le comunità montane – ha detto Cicconi -. Avevamo concordato due settimane di sacrificio dal 14 al 25 settembre per chiudere una partita aperta nel novembre 2021. Apprendere solo per vie traverse che la chiusura notturna slitterà fino a fine ottobre costituisce un insulto al nostro senso civico e alla lealtà istituzionale. La statale 361 non è un cantiere sperimentale abbandonato a sé stesso: è l’unica via d’accesso a Pioraco. Non accetteremo più rinvii, né chiusure di nessun tipo, né di giorno né di notte. Non lasceremo i nostri borghi ostaggio di un cantiere eterno».

Parole altrettanto perentorie da Felicioli. «Questo modus operandi rasenta il disprezzo per la nostra vallata. Abbiamo dimostrato comprensione negli anni scorsi, riconoscendo che i lavori di consolidamento fossero necessari dopo l’evento franoso del 2021. Oggi però – prosegue – siamo di fronte a una totale incapacità di programmazione. Dilatare i tempi all’infinito e farlo comunicando le decisioni all’ultimo minuto significa paralizzare l’intera economia locale. I nostri residenti non possono vivere sotto scacco, costretti a calcolare ogni spostamento o a percorrere valichi tortuosi per tornare a casa. Anas deve comprendere che l’Alta valle del Potenza non è una periferia dimenticata: o si adotta all’istante un modello operativo che mantenga aperta la carreggiata senza alcuna interruzione, oppure chiameremo la magistratura a fare piena luce su ritardi, varianti e responsabilità contrattuali».

Sulla stessa linea il sindaco di Sefro, Tapanelli. «La nostra pazienza è finita. Abbiamo assistito per anni a cronoprogrammi riscritti a piacimento e a periodi di stallo ingiustificabili – ha aggiunto -. Non è ammissibile che per collegare due gallerie e mettere in sicurezza poche decine di metri si impieghino anni di transito a singhiozzo e si chieda ancora di chiudere la strada. Il diritto alla mobilità non si svende. Il comportamento dei vertici di Anas è ingiustificabile sotto il profilo tecnico e amministrativo. Pretendiamo la revoca immediata di ogni blocco della circolazione notturna e l’adozione di soluzioni tecniche compatibili con il transito continuo. In caso contrario, affiancheremo la protesta civile con ogni azione legale consentita dalla legge: presenteremo un esposto per interruzione di pubblico servizio e chiederemo il risarcimento dei danni arrecati ai nostri territori».

I tre primi cittadini ribadiscono la richiesta di convocazione immediata di un tavolo di crisi in prefettura alla presenza dei dirigenti regionali e nazionali di Anas. «Nessuna nuova proroga sarà accettata. Se non giungeranno garanzie formali sul transito incondizionato e sulla fine definitiva dei lavori, la vertenza approderà nelle aule giudiziarie competenti» concludono.

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