
Tari 2026, aumenti in vista, ma il comune con l’assessore al bilancio Morresi rassicura: «Incrementi contenuti entro i limiti Arera». Il Pd attacca su costi e gestione: «Gli aumenti saranno fino al 10% , scandaloso che li spalmeranno nel futuro per non prendersi la responsabilità del fallimento»
Novità dopo la riunione della commissione bilancio riunita mercoledì in Comune a Civitanova con Ata e Cosmari per discutere delle prossime bollette rifiuti. La notizia è che la Tari aumenterà, ma probabilmente l’aumento non sarà visibile nel 2026 e al momento le bollette sono state rinviate da marzo ad aprile per permettere di applicare il bonus sociale che prevede sconti per famiglie con Isee basso.

A dirlo è l’assessore Claudio Morresi che prova a limitare gli aumenti dovuti alla mancanza di un impianto di smaltimento in provincia con costi lievitati per il conferimento al di fuori dell’area del Maceratese. Le soluzioni individuate prevedono una parte dei costi a carico del Comune e una parte spalmata per aumenti futuri nei prossimi anni. Quindi si pagherà di più, ma gradualmente. «Abbiamo scelto la via della responsabilità e della trasparenza per difendere i cittadini dall’impatto dei crescenti oneri straordinari nella gestione dei rifiuti – dice Morresi – Non ci sarà nessuno shock tariffario immediato – ha spiegato – I 3,4 milioni di euro (quota Civitanova) causati in gran parte dallo smaltimento dei rifiuti fuori provincia non graveranno in modo significativo sui bilanci domestici del 2026, ma saranno assorbiti gradualmente nei prossimi anni. L’Arera fortunatamente, impone un limite massimo all’incremento tariffario, vincolando l’aumento per il 2026 a un massimo dell’8,9%. Detto ciò l’amministrazione interverrà al ribasso evitando il riconoscimento di alcuni costi non monetari, assorbendo con il bilancio comunale, la differenza tra le entrate previste e quelle realizzate, oltre agli accantonamenti per rischi su crediti o ammortamenti».
Disposto per attenuare l’impatto anche lo slittamento delle bollette da marzo ad aprile: il neo presidente della commissione Bilancio, Giorgio Pollastrelli, sottolinea: «nelle Marche abbiamo una Tari molto al di sotto della media nazionale, associata ai più alti livelli di raccolta differenziata. Stiamo cercando di mantenere le tariffe a livelli non gravosi per le famiglie, malgrado le problematiche incombenti, che sono per lo più esogene. Bene, dunque, la richiesta della consigliera Silvia Squadroni sui numeri che hanno portato alla cifra attuale degli extra Pef ma è evidente, come spiegato dal presidente Paolo Gattafoni, che vantare dei crediti non ancora liquidi, ma che rientreranno in cassa diluiti nel tempo, favorisce i Comuni e la cittadinanza, rendendo però molto più gravoso il compito di condurre Cosmari, che è un vanto ed un unicum per la Regione Marche. L’ampliamento della discarica di Cingoli diverrà presto realtà. Per questo, stringiamo i denti per poter assistere a una riduzione delle tariffe e quindi della Tari».
Completamente differente l’analisi del Pd che con Francesco Micucci richiama il centrodestra, che controlla Cosmari, Ata e Provincia, alle proprie responsabilità sulla mancata individuazione di un luogo per la realizzazione della discarica con conseguenti aumenti di costi che ricadono sulla comunità. «Il Cosmari vede quindi schizzare i propri costi alle stelle dal 2023 ad oggi, perché deve abbancare i propri rifiuti fuori provincia e perché la raccolta differenziata nel frattempo peggiora in quantità e qualità. Ma stanno tranquilli perché tanto paga pantalone: dal 2024 ad oggi le famiglie hanno visto aumentare le proprie bollette Tari di più dell’8%; e che vedranno tale aumento (o forse anche maggiore) per il 2026 e 2027. Ma siccome questo aumento non basterà a coprire l’aumento dei costi finora sostenuti, si sono inventati l’extra cap, cioè un fondo di accantonamento per “aumenti futuri” che permette di chiudere il bilancio in attivo, ma senza incassare per ora un euro. Ma anche in comune stanno tranquilli perché la legge gli permette di aumentare la tariffa per non più dell’8-10% per cui se anche hanno gestito in maniera indegna il tema rifiuti, non risponderanno loro ai cittadini, ma sarà chi viene dopo a dover sanare il pagamento della loro malagestione. Ma nessuno si assume la responsabilità: il Cosmari incolpa la provincia, che incolpa l’Ata che incolpa i sindaci, che incolpa il Cosmari, ma sono sempre loro, i sindaci di centrodestra».
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