
Tra piatti della tradizione e racconti identitari, la Pasqua a Cingoli diventa un momento di condivisione culturale oltre che gastronomica. Il ristorante “Lo Smeraldo” ha fatto da cornice alla conviviale organizzata dalla delegazione maceratese dell’Accademia italiana della cucina, dedicata alla riscoperta delle consuetudini enogastronomiche legate alla festività.
Ad accogliere i numerosi partecipanti è stato il delegato provinciale Pierpaolo Simonelli, che ha guidato l’incontro insieme ai simposiarchi Giovanni Passarelli e Sergio Branciari. Presente anche il sindaco Michele Vittori, che ha sottolineato il valore delle iniziative promosse dall’Accademia per la valorizzazione del territorio.
La giornata si è aperta con la tradizionale “colazione di Pasqua”, un susseguirsi di sapori del territorio: uova sode, coratella d’agnello, frittata di erbe, salumi e la tipica pizza di formaggio. A seguire, gli interventi di approfondimento. Sergio Branciari ha illustrato, con riferimenti storici e culturali, il significato della colazione pasquale, mentre il giornalista Gianfilippo Centanni ha ripercorso, con un pizzico di ironia, le principali tradizioni della Pasqua a Cingoli.
Quindi il pranzo, nel segno della continuità con la cucina locale: minestra di passatelli, agnello allo spiedo, pizza di Pasqua, serpe di Cingoli e ciambella stizzosa, accompagnati da vini del territorio. A chiudere la giornata è stato lo stesso Simonelli, che ha espresso apprezzamento per l’organizzazione e il servizio della struttura.
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