Palazzo Ricci riapre le porte:
visite anche a Pasqua e Pasquetta

MACERATA - Dopo un breve periodo di chiusura, torna visitabile lo scrigno dell'arte italiana del Novecento. Il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi: «Nei prossimi mesi ospiteremo monografiche riguardanti artisti del XX secolo»

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Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi, presidente della Fondazione Carima

Dopo un breve periodo di pausa, riapre al pubblico sabato Palazzo Ricci, che sarà visitabile anche nelle giornate di Pasqua e Pasquetta per accogliere quanti vorranno trascorrere le festività pasquali all’insegna dell’arte italiana del Novecento.

Prende così ufficialmente avvio la stagione 2026, che si prefigura ricca di appuntamenti, a partire dalla mostra sulla poliedrica figura di Mario Pompei, importante scenografo e illustratore del secolo scorso, la cui inaugurazione è prevista per sabato 18 aprile. «Il 2025 è stato molto positivo per Palazzo Ricci – ha dichiarato il presidente della Fondazione Carima Francesco Sabatucci Frisciotti Stendardi – sia in termini di iniziative espositive proposte, che di presenze registrate. Con grande entusiasmo quindi abbiamo programmato per quest’anno un ambizioso calendario di eventi che andrà ad affiancare la collezione permanente, grazie all’attivazione di una serie di collaborazioni con altri attori istituzionali del territorio e non solo di cui siamo molto orgogliosi. Senza svelare troppo, si tratta di monografiche riguardanti artisti del XX secolo, che troveranno nel nostro museo il contesto ideale in cui essere valorizzati al meglio».

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La cappellina di Palazzo Ricci

L’esperienza di visita offerta da Palazzo Ricci è unica nel suo genere: 180 opere tra dipinti e sculture dei principali protagonisti dell’arte novecentesca dialogano infatti con gli elementi architettonici, decorativi e di arredo settecenteschi dell’edificio gentilizio che ospita la collezione, appartenuto alla nobile casata maceratese dei Ricci. Un invito ad immergersi nel fascino delle sale di una residenza d’epoca, dove poter incontrare da vicino artisti del calibro di Giacomo Balla, Umberto Boccioni, Carlo Carrà, Giorgio de Chirico e Lucio Fontana, solo per citarne alcuni. Per terminare con la cappellina di famiglia, uno scrigno prezioso che custodisce il “Compianto su Cristo morto” di Vittore Crivelli.

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Lo scalone interno



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