
L’area dove sorgerà il bagno pubblico
«La zona selezionata per l’ubicazione del modulo dei servizi igienici è da considerarsi abbastanza marginale rispetto al piazzale. Grazie all’attento studio delle angolazioni visive dal cortile dell’ex scuola di Braccano, il manufatto non preclude in alcun modo la visibilità del murales, né della vetrata espositiva contenente il carretto funebre». È la precisazione del sindaco di Matelica Denis Cingolani dopo che nei giorni scorsi Ivano Tacconi, ex consigliere comunale maceratese originario di Matelica, aveva storto il naso per la scelta di realizzare un bagno pubblico a ridosso dell’edificio che ospita il Museo della Resistenza.
«Innanzitutto, la necessità di dotare la frazione dei bagni pubblici nasce da una richiesta esplicita del comitato di quartiere, assecondata dal Comune in tempi brevissimi per cercare di garantire maggiore decoro e rispetto, sia nei confronti dei numerosi turisti che visitano Braccano, divenuta ormai una meta turistica molto apprezzata, sia ovviamente nei confronti dei residenti che vivono il borgo quotidianamente – dice Cingolani – l’obiettivo è fornire un servizio essenziale che, oltre a valorizzare l’offerta del borgo, contrasti efficacemente il fenomeno dell’espletamento dei bisogni fisiologici all’aperto, preservando l’igiene e la dignità del luogo di grande interesse storico e artistico. Per quanto riguarda la questione dell’impatto visivo e all’area scelta, per minimizzare ulteriormente l’impatto, il modulo sarà realizzato con un rivestimento in acciaio corten, caratterizzato dal tipico effetto ossidato, capace di integrarsi cromaticamente con il contesto rurale e architettonico dell’area. Inoltre, sempre per i suddetti motivi, sarà prevista un’ulteriore pannellatura. C’è poi da segnalare che questo intervento renderà l’area esterna, che ospita sia il murales sia la teca espositiva, pienamente fruibile dai visitatori tutti i giorni della settimana (con le dovute misure di protezione) e non più limitata esclusivamente ai ristretti orari di apertura domenicale del museo».
Realizzare il bagno nell’area parcheggio sarebbe stata una soluzione molto più costosa. «L’intervento nell’altro sito ipotizzato come alternativo avrebbe determinato un raddoppio dei costi rispetto a quanto stanziato per l’opera attuale – continua Cingolani – tale incremento sarebbe derivato dalla necessità di installare una fossa Imhoff dotata di sistema di pompaggio per il collettamento fognario, a causa della quota altimetrica superiore della fogna rispetto al punto di scarico. Inoltre, tale soluzione alternativa avrebbe richiesto onerosi lavori di allaccio idrico ed elettrico, con scavi di circa 65 metri lineari. Tali operazioni avrebbero comportato il taglio del manto della strada provinciale e di parte del parcheggio pubblico di recente realizzazione, oltre alla compromissione delle opere di contenimento del piazzale e dei passaggi pedonali. Inoltre la suddetta zona inferiore è soggetta a vincolo paesaggistico; pertanto, il posizionamento del modulo in quell’area avrebbe richiesto specifici iter autorizzativi, con un conseguente aggravio dei tempi burocratici e incertezza sull’esito. Da non sottovalutare poi che l’ubicazione dei bagni nel sito scelto permetterà la fruizione degli stessi anche ai portatori di handicap, cosa che invece nell’area alternativa avrebbe comportato ulteriori importanti lavori. In numerose occasioni sono state svolte riunioni e sopralluoghi fra i tecnici comunali e delegazioni del Comitato di quartiere e dell’associazione Anpi, raggiungendo i dovuti compromessi fra le parti e segnalando anche il fatto che non sussistono altre zone di proprietà comunale dove poter ubicare i servizi igienici pubblici. Ci auguriamo che queste precisazioni vengano colte nello spirito con cui sono state redatte, ovvero quello di spiegare le ragioni della decisione presa e fornire un chiarimento trasparente senza alimentare polemiche, in quanto l’obiettivo del Comune è quello di apportare una miglioria che possa valorizzare ancora di più il borgo di Braccano, che da anni è al centro di investimenti da parte dell’ente e dei privati».
«Un bagno pubblico vicino al museo? Scelta di cattivo gusto, quel luogo è sacro»
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati