
I carabinieri al bar Hermana
di Alessandro Luzi
Prima una discussione, poi il raid punitivo verso un 52enne ferito a coltellate: in due finiscono sotto accusa. Imputati per l’accoltellamento dello scorso 25 aprile (due i fendenti) davanti al bar Hermana a Porto Potenza, Youssef Idi, tunisino, 42 anni, e Mohamed Ameur, 29 anni, di Potenza Picena.

L’avvocato Caterina Ficiarà
A entrambi viene contestato il tentato omicidio, al 42enne vengono anche contestati l’oltraggio e la resistenza a pubblico ufficiale, e la guida in stato di ebbrezza.
Oggi per i due si è svolta l’udienza preliminare al tribunale di Macerata. Il gup Giovanni Manzoni ha rinviato l’udienza al 9 giugno per svolgere il giudizio abbreviato.
Quel pomeriggio della festa della Liberazione, il 29enne e il 52enne erano all’interno del bar quando ad un tratto, secondo l’accusa sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, sarebbe nata una banale discussione. Il giovane si è allontanato per tornare poco dopo con il 42enne.
Prima i due, prosegue l’accusa, avrebbero colpito il 52enne con calci e pugni in varie parti del corpo.

L’avvocato Emanuele Senesi
Poi il 29enne lo avrebbe immobilizzato e il 42enne gli avrebbe dato due coltellate, una al torace ed un’altra alla coscia.
Vedendo la scena, lì si è avvicinato un egiziano che ha fatto allontanare gli aggressori, salvando la vita, dice l’accusa, al 52enne. Intanto era scattata la chiamata al 118 e il 52enne era stato trasportato all’ospedale Torrette di Ancona dove ha ricevuto una prognosi di 30 giorni.
Sul posto erano intervenuti anche i carabinieri che hanno rintracciato il 42enne poco dopo alla guida di una Mercedes.
L’uomo, continua l’accusa, è risultato positivo all’alcoltest con un tasso di 1,96 grammi per litro (da qui l’accusa di guida in stato di ebbrezza).

L’avvocato Alessandro Brandoni
Durante gli accertamenti, il 42enne ha aggredito due carabinieri con spinte e strattoni mentre li insultava, dicendo cose come: «Ti ammazzo, guarda questa faccia che ti faccio poi vedere io».
I militari hanno poi riportato 10 giorni di prognosi per via della colluttazione (da qui le accuse di resistenza e oltraggio a pubblico ufficiale). Per quei fatti entrambi erano stati arrestati.
Gli imputati sono difesi dagli avvocati Emanuele Senesi, Alessandro Brandoni e Caterina Ficiarà.
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