Imprese, università e stakeholder insieme
per rilanciare il Made in Italy

CIVITANOVA - Il convegno Confartigianato al Cosmopolitan Hotel. Moreno Vignolini, presidente nazionale Confartigianato Moda: «Certificazione di filiera da affiancare a controlli dello Stato per garantire la produzione nazionale»

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Il convegno di Confartigianato a Civitanova

Rinsaldare il confronto tra istituzioni, imprese, mondo accademico e stakeholder locali. Questo l’obiettivo di un convegno organizzato da Confartigianato imprese Macerata Ascoli Fermo. L’appuntamento si è svolto ieri al Cosmopolitan Hotel a Civitanova. Un convegno che si è svolto in collaborazione con la Federazione Nazionale Moda di Confartigianato.

Ad aprire il dibattito il senatore Guido Castelli, commissario straordinario per la ricostruzione, che ha ricordato come tra i compiti della struttura vi sia quello di «curare il rilancio economico e sociale delle comunità. Un impegno portato avanti con il Programma Next Appennino, che ha cercato di stimolare le attività produttive del cratere, caratterizzate da una forte tradizione nel Made in Italy. Una sfida che contrasta la crisi demografica del territorio, che porta non solo all’abbandono delle aree, ma anche a compromettere quel “fatto in Italia” fondato su competenze manuali e artigianali».

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Moreno Vignolini, presidente nazionale Confartigianato Moda, ha osservato come gli ultimi avvenimenti sociopolitici «abbiano riportato il settore in una tempesta perfetta, dopo un fine 2025 che sembrava aver invertito la rotta. È evidente che siamo di fronte a una crisi di transizione: le imprese conoscono le criticità e, come associazione, conosciamo i temi su cui intervenire per trasformare la resilienza in ripartenza». Tra le questioni evidenziate «la credibilità del settore moda, con la certificazione di filiera da affiancare, sul tema della legalità, a controlli dello Stato, la salvaguardia delle fasi iniziali delle filiere del Made in Italy, per garantire il 100% di produzione nazionale, il ricambio generazionale, attraverso start-up per giovani intenzionati a rilevare e rilanciare imprese artigianali impossibilitate a trasferire competenze».

«Il 75% della produzione di lusso ha almeno una componente realizzata in Italia – ha detto Romano Benini, docente di Sociologia del Made in Italy all’Università La Sapienza di Roma –. La nostra è una vocazione e il valore di questo territorio deve essere riportato al centro per diventare un ambiente capace di consolidare questa peculiarità. Occorre tornare alla centralità del prodotto e dell’artigianalità, puntando su qualità e competenze che devono essere trasmesse attraverso una formazione attenta».

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Roberto Giujusa, Ceo di Alessia Manifatture Srl, ha proposto di promuovere il distretto manifatturiero marchigiano mettendo in sinergia tutti i comparti moda, per approcciarsi a realtà di fascia medio-alta.

Le conclusioni sono state affidate all’assessore regionale allo sviluppo economico, innovazione e internazionalizzazione, Giacomo Bugaro, che ha fatto il punto sulle linee di credito attive, sui fondi Fesr e sulla Zes, richiamando l’attenzione su possibili variazioni delle risorse europee nel Quadro finanziario pluriennale 2028-2034.

L’incontro si è aperto con i saluti di Lorenzo Totò, vicepresidente territoriale e presidente regionale Confartigianato Moda, insieme al presidente Confartigianato Marche, Moira Amaranti. Erano presenti inoltre l’assessore regionale Paolo Calcinaro, i consiglieri regionali Milena Sebastiani e Pierpaolo Borroni e amministratori comunali.



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