
«Rinnovo delle concessioni del Trasporto pubblico locale, le tratte vanno ripensate in base alle esigenze dei passeggeri, al mantenimento dei posti di lavoro e della retribuzione, con un modello organizzativo tarato su un ambito provinciale con un solo gestore e garanzie di investimento in sicurezza», così la Cisl sul confronto sindacale in corso, con la Regione, sui contenuti della gara per il rinnovo delle concessioni per il Tpl delle Marche. Un rinnovo, secondo la Fit Cisl «che deve essere utilizzato per risolvere alcune criticità e per spazzare via quello che si tramanda da decenni per inerzia e che invece non funziona».
Daniela Rossi, segretaria generale delle Marche della Fit Cisl spiega che la gara «deve necessariamente tenere conto dei livelli occupazionali e di reddito degli addetti.
Le aziende che parteciperanno dovranno misurarsi sulla qualità del servizio e non su chi propone l’offerta economica più vantaggiosa prevedendo così dumping contrattuale». – sottolinea la Segretaria generale della Fit Cisl Marche, Daniela Rossi – Le risorse liberate con la reale aggregazione delle imprese fino ad arrivare ad un unico gestore potranno essere reinvestite sulla contrattazione di secondo livello per migliorare i turni, gli orari, le condizioni di lavoro, la sicurezza degli addetti e favorire la conciliazione vita lavoro. Solo tutelando il lavoro potremo avere un servizio di qualità che metta finalmente al centro il cittadino e i suoi bisogni di mobilità».
La riflessione della Cisl si basa su dati concreti. Quelli dell’osservatorio Audimob – Distribuzione degli spostamenti per mezzo di trasporto utilizzato confronto regione Marche e Italia, rielaborati dall’Ufficio studi della Cisl Marche. Nel 2024 nelle Marche si registra il peso preponderante dell’uso di auto e moto (71% degli spostamenti, oltre 5 punti in più della media nazionale 64,8%) di conseguenza sia la quota di spostamenti a piedi o in bicicletta/micromobilità, pari al 22,1%, sia la quota di spostamenti con i mezzi pubblici (al 7%) è significatamene inferiore al dato medio italiano 26,1% e 9,1% rispettivamente. Le Marche sono tra le ultime regioni per utilizzo del trasporto pubblico locale per lo spostamento casa – lavoro (quart’ultima per utilizzo dell’auto privata come conducente e solo 6 regioni In Italia con dati peggiore per utilizzo auto privata come passeggero). L’assetto industriale del Tpl su gomma delle Marche risulta essere più frammentato rispetto al dato nazionale. Nella nostra regione operano circa 20 aziende ogni milione di abitanti contro le 15 della media nazionale. I dati raccolti sul Tpl nei capoluoghi di provincia evidenziano una debolezza complessiva sia per l’offerta dei servizi che per i passeggeri trasportati se confrontati con la media dei capoluoghi italiani.

Marco Ferracuti
«La fotografia che emerge dai dati sulla mobilità marchigiana è impietosa. Proprio per questo, la gara per il rinnovo delle concessioni deve diventare l’occasione per rilanciare davvero il trasporto pubblico locale – afferma il Segretario generale della Cisl Marche, Marco Ferracuti – Serve un cambio di passo netto, fondato su linee guida chiare, a partire da un cronoprogramma rigoroso, con tempi certi per l’attuazione della riforma. Poi una redistribuzione del chilometraggio costruita sui bisogni attuali, non su quelli di vent’anni fa: è indispensabile integrare stabilmente le aree industriali e produttive nelle tratte del Tpl, collegare l’aeroporto con le stazioni ferroviarie dei capoluoghi e delle città a vocazione turistica, e rafforzare i collegamenti con le università. Fondamentale anche la scelta di un modello di governance adeguato alle caratteristiche del territorio». In questo quadro, l’Agenzia della mobilità può rappresentare «uno strumento efficace per coniugare risparmio ed efficienza, garantendo al tempo stesso la tutela dei livelli occupazionali e retributivi. Innovazione del servizio e benessere sociale devono procedere insieme» dice Ferracuti. Che aggiunge: «Investire nel trasporto pubblico locale significa migliorare concretamente la qualità della vita: meno traffico, meno inquinamento, più sicurezza sulle strade e costi ridotti per cittadini e famiglie».
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