
di Elisabetta Mascellani
È un Re, di 140 kg e 64 cm di diametro: sono queste le caratteristiche della nuova campana della Collegiata di San Donato di Montefano. Per ora, dopo la benedizione di giovedì scorso, splende del suo bronzo nuovo ai piedi dell’altare, davanti al Crocifisso ancora coperto del lutto della Passione e avvolta da una certa aura di mistero. Questa nuova campana, infatti, andrà ad aggiungersi alle tre esistenti in sostituzione di un’altra che, a quanto pare, non si trova.
Sarà collocata al suo posto, davanti alla quarta finestra del campanile, martedì primo aprile. È decorata con il Crocefisso sotto cui si legge il motto “Spes non confundit” (“La speranza non delude”, Bolla di Papa Francesco del 2024) e il logo del Giubileo, le effigi di San Donato Vescovo, patrono del paese, dell’Angelo e della Madonna di Loreto.

«Tempo permettendo – dice il parroco, don Fabrizio -, sarà pronta per suonare il Giovedì Santo con le altre tre sorelle maggiori». Più che un annuncio, visto il tempo da lupi che sa riservarci questo primo scorcio di primavera, quello di don Fabrizio è un auspicio. Arrivato solo lo scorso 25 ottobre, dopo la riorganizzazione delle parrocchie della diocesi, si era accorto di un guasto nel funzionamento dell’impianto di automazione del campanile e aveva chiamato la ditta De Santis & Corinaldi di Cingoli, per la manutenzione. Così, nella ricognizione di fili elettrici e collegamenti vari, qualcuno si accorge che qualcosa non torna, sul campanile ci sono quattro finestre, quattro attacchi e tre campane.
E la quarta campana dov’è? Dopo il comunicato inviato venerdì scorso dal Comune, su cortese richiesta dello stesso parroco, per annunciare a cittadini e fedeli l’arrivo di una nuova campana, i telefoni della parrocchia e della sindaca hanno cominciato a squillare. «Oggi – dice don Fabrizio – anche altri suoi colleghi mi hanno telefonato e tutti vogliono sapere della campana storica, ma quella non s’è trovata».

Adesso, cronisti e studiosi di storia locale e semplici appassionati, vorrebbero saperne di più, ma non trovano documenti in proposito. Anche la sindaca, Angela Barbieri, dice, di non aver saputo niente né della campana né dei lavori, fino alla recente richiesta da parte di don Fabrizio di una partecipazione alla spesa che supera abbondantemente i diecimila euro. Cui si aggiunge, con una spesa un poco inferiore, anche il ripristino della campana della chiesa di Montefiore di Recanati, affidata alla cura dello stesso parroco. Il Comune, nonostante le attuali ristrettezze, ha dato un contributo simbolico di mille euro.
Don Fabrizio, è stupefatto: tanto clamore per una campana che non c’è. C’era un inconveniente e lui, semplicemente, si era tirato su le maniche e ha cominciato a darsi da fare per provvedere. Poi, tra le incombenze quotidiane, il maltempo che rallenta i lavori e, ora, la Pasqua imminente, non c’è stato tempo neppure di informare l’amministrazione. Ma la vita cittadina, la memoria e il senso di comunità di un paese sono fatti anche di suoni. Il suono di una campana fa sentire a casa. E Montefano, da sempre, è fatto anche delle sue campane, perciò ci tiene. Il dottor Angelo Cristallini, farmacista e poeta amatissimo, ha lasciato versi memorabili su ‘’lo campanò de Montefà’’ che ‘’pare che canta quanno che sbatocca’’ e, senza quello, ‘’ armanco ra festa se ‘rconosce’’ .
La De Santis & Corinaldi da un’ottantina d’anni si occupa di molti dei campanili del circondario e oltre, e da 50 anche di quello di Montefano, come anche dell’Orologio della Torre civica. Anzi, dell’Orologio dice che sarebbero urgenti le manutenzioni sia nel funzionamento dei rintocchi, ma anche interventi di sicurezza per una campana, di cui l’Ufficio Tecnico, seppure informato, sembra essersi dimenticato. E di questa misteriosa quarta campana del campanile dice che l’hanno cercata dappertutto, ma non se ne trova traccia. Né il signor Corinaldi e neppure il signor Adriano De Santis, 82enne, che da 50 anni prima di lui si occupava delle campane montefanesi, l’hanno mai vista. C’è stata la guerra e qualcuno dice che, forse, la quarta campana non c’è mai stata. Ma, per esserne certi, occorrerebbe andare a scartabellare negli archivi storici, in questo caso quello della parrocchia. Altro tasto dolente. La sindaca ricorda che l’archivio civico è stato riversato in quello di Macerata e quello della parrocchia a Recanati. Forse lì, con molto altro, ci sarebbe anche la risposta al mistero della quarta campana.
Intanto, ora, con il Sol bemolle (570kg e 1m di diametro), il La (340kg e 85cm) e il Do (2q e 70cm), questo Re sarà il tono in più per una Pasqua, almeno, di Do maggiore.
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