
Alessandro Maccioni
«La realtà della sanità cingolana è molto diversa da quella che il sindaco Vittori e la sua giunta ci rappresentano». A dirlo è il Gruppo consiliare “Per Cingoli” composto da Alessandro Maccioni, Annamaria Tittarelli, Claudia Spadoni e Raffaele Consalvi.
L’incipit riguarda il cosiddetto Decreto montagna e l’esclusione del Comune di Cingoli dai territori definiti tali: «Dopo lo schiaffo sferrato alla città da parte del Governo nazionale – scrive l’opposizione – con il beneplacito della Regione, che ha determinato l’esclusione di Cingoli dall’elenco dei Comuni montani, si assiste all’opera di espoliazione di servizi sul nostro territorio nel silenzio assordante dell’amministrazione comunale». Ed entrano nel dettaglio: «La Regione guidata dal presidente Acquaroli, con la sanità affidata a Calcinaro e Baldelli, con un tratto di penna, ha cancellato un finanziamento di 2 milioni di euro finalizzato alla ristrutturazione del pronto soccorso e all’ampliamento degli spazi da destinare ad alcuni ambulatori dell’ospedale di Cingoli. Finanziamento già assegnato nel primo trimestre 2025. Un atto gravissimo, che denota purtroppo, la marginalità del nostro territorio nelle scelte della Regione Marche».
Allora la critica politica: «Un conto è la propaganda che si è fatta durante le ultime elezioni da parte del candidato Saltamartini – aggiungono – che prometteva addirittura ulteriori risorse finanziarie, più personale e nuovi servizi (chirurgia breve). Promesse, badate bene, che poggiavano sul “solido” piano sanitario e sul fatto che l’ospedale di Cingoli è individuato su un territorio montano e di area disagiata. Oggi, purtroppo, la dura realtà ci dice che le cose non stanno proprio come ci venivano e ci vengono tuttora rappresentate».

L’ospedale di Cingoli
Il gruppo di minoranza ricorda che «il sentore di quello che stava accadendo, o che sarebbe potuto accadere, l’avevamo messo nero su bianco già un anno fa (28 aprile 2025) presentando una mozione, sistematicamente bocciata, che impegnava la giunta di farsi garante e partecipe nei confronti dell’Ast 2 di Ancona e della Regione, per modificare “l’Atto Aziendale” che per Cingoli non prevedeva niente di concreto sotto il profilo organizzativo così da vincolare la direzione generale dell’Ast 2 nella futura gestione del nosocomio cingolano come nuovi ambulatori specialistici, il pronto soccorso, nuovi reparti e la radiologia come servizio autonomo e non dipendente da Jesi. Nulla di nulla. In quel consiglio comunale ci venne risposto che dovevamo aver fiducia in Saltamartini. Oggi la dura realtà è che ci hanno “scippato” 2 milioni di euro senza colpo ferire e nel silenzio più assoluto, come per la storia dei Comuni montani, sia di Vittori che di Saltamartini».
I consiglieri chiedono allora all’amministrazione «di attivarsi affinché venga subito ripristinato il finanziamento sottratto ai cingolani e che si inviti l’assessore Calcinaro, ad un consiglio comunale monotematico sulla sanità. Nel frattempo, chiediamo al sindaco Vittori di attivarsi con la direzione generale dell’Ast 2 affinché dia corso al programma di potenziamento dell’ospedale cingolano. Noi siamo disponibili ad appoggiare tutte le iniziative che l’amministrazione intenderà intraprendere per passare da servizi virtuali a servizi realmente fruibili. I cittadini di Cingoli sono stufi di essere presi in giro».
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