Indagine Suburra, gli arrestati dal Gip:
quattro restano in silenzio,
uno ammette i fatti

INCHIESTA - Oggi sono comparsi davanti al giudice per l'inchiesta della Dda sull'associazione dedita allo spaccio di droga nelle Marche. Si tratta di 5 delle otto persone raggiunte dalla misura in carcere

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La droga sequestrata nel corso delle indagini

di Gianluca Ginella

Indagine Suburra, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere quattro degli arrestati mentre un quinto ha ammesso le proprie responsabilità.

Oggi sono stati sentiti dal gip Sonia Piermartini in seguito alle misure cautelari in carcere che sono state notificate loro la scorsa settimana per una indagine della Dda relativa ad una associazione criminale dedita allo spaccio di droga in tutte le Marche. In tutto dodici le persone che sono state raggiunte dalle misure: 8 in carcere e 4 ai domiciliari.

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La conferenza stampa ad Ancona

Oggi Sirio Pepi, 27 anni, residente a Potenza Picena, assistito dagli avvocati Gabriele e Massimiliano Cofanelli, si è avvalso della facoltà di non rispondere. Idem ha fatto Giovanni Aru, 24 anni, detto “Spadino” ritenuto il braccio destro del leader del presunto sodalizio (un 28enne maceratese, residente a Morrovalle che non rientra tra gli arrestati). Aru è difeso dall’avvocato Caterina Ficiarà.

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Scena muta pure per Axel Giovannetti, 29, residente ad Altidona, difeso dall’avvocato Giuliano Giordani, e per Dorian Puja 26, albanese, assistito dall’avvocato Alessandro Brandoni. Diversa strategia per El Mehdi Bouidra, 25, residente a Sant’Elpidio, difeso dall’avvocato Domenico Biasco. Il 25enne oggi ha ammesso gli addebiti.

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Massimiliano Cofanelli e Gabriele Cofanelli

Secondo la Squadra mobile di Macerata e la Sisco di Ancona, coordinati dalla Dda (pm Enrico Barbieri e Valeria Cigliola), il 25enne sarebbe stato il responsabile del “point” di Sant’Elpidio. I point per il gruppo erano i luoghi sul territorio da cui veniva mossa la droga con i corrieri dopo che i clienti prendevano contatti sul canale Telegram “La sacra famiglia” creato ad hoc dall’associazione.

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L’avvocato Domenico Biasco

L’INDAGINE – Il sodalizio agiva in tutte le Marche. Se il canale Telegram era quello in cui si poteva comprare la droga, superate rigide verifiche, sul territorio c’erano dei “point”, presenti fisicamente a Fano, Sant’Elpidio a Mare, Cupra Marittima e Grottammare. Si tratta dei punti responsabili della vendita al dettaglio.

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L’avvocato Alessandro Brandoni

Dai Point partivano le consegne a domicilio affidate ai rider che venivano selezionati pure loro con controlli rigidi e che ricevevano proposte di guadagnano anche per 4.500 euro al mese. Secondo gli investigatori il gruppo avrebbe iniziato l’attività nel 2023 e avrebbe raggiunto un giro di spaccio di 150-200 chili di hashish al mese e 30-40 chili di cocaina.

Ai domiciliari sono finite altre 4 persone: Marco Palomba, 50 anni, residente a Montichiari, Abdul Manan, 19, residente a Porto Recanati, Widade El Maarri, 23 anni, residente a Monte Urano, Greta Di Carlo, 21, residente a San Benedetto.

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