
Da sinistra: Marisa Fagiani, Don Luigi Verolini, Giuliano Ciabocco e Don Felice Prosperi
di Francesca Marsili
Ci sono traguardi che non si misurano solo in anni, ma nel numero di mani strette, cuori confortati e passi compiuti accanto alla propria comunità. Ieri, la frazione di Pian di Pieca di San Ginesio si è stretta attorno al suo pastore don Luigi Verolini per celebrare il sessantesimo anniversario del suo sacerdozio. In una pergamena, il sindaco di San Ginesio, Giuliano Ciabocco, ha impresso parole di riconoscenza: «Per il profondo apostolato e il dinamico impegno sociale profusi per la collettività».

Don Luigi Verolini
Il percorso spirituale di don Luigi è iniziato a Sarnano il 19 marzo 1966, data della sua ordinazione. Da allora, la sua missione lo ha portato a incrociare migliaia di vite, fino ad approdare a Pian di Pieca, nel Natale del 1996, quando viene chiamato a sostituire don Leone Sancricca. In questi trent’anni di guida pastorale, Don Luigi, 84 anni, non si è mai risparmiato.

Sebbene la Diocesi lo abbia insignito del titolo di monsignore nel 2016 per i suoi meriti, lui continua a preferire l’appellativo di “prete di campagna”, una definizione che riflette la sua umiltà e la sua dinamicità instancabile. L’impegno di don Luigi ha lasciato segni tangibili nel tessuto sociale del territorio. Fondamentale è stata la realizzazione del nuovo salone del teatrino parrocchiale, diventato un punto di riferimento soprattutto dopo il terremoto del 2016. Ha trasformato l’ampia casa parrocchiale in un centro di accoglienza per sacerdoti soli o bisognosi di cure, oltre ad aver portato avanti con costanza la scuola catechistica per le nuove generazioni. Nonostante l’età, don Luigi Verolini, continua a ricoprire con dedizione l’incarico di vicario della Pastorale. Alla celebrazione solenne hanno preso parte il sindaco Ciabocco e la comandante della Polizia locale, Marisa Fagiani.

Un dettaglio che racconta bene la sua anima è la destinazione delle offerte ricevute: saranno infatti devolute per la costruzione di un nuovo campo da bocce, un desiderio del parroco per offrire ai suoi parrocchiani un ulteriore spazio di aggregazione. Dopo la funzione religiosa, la festa è proseguita nel salone del teatrino parrocchiale con un pranzo di comunità offerto interamente da don Luigi.
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