
Lorenzo Totò
«Evidenziamo con forte preoccupazione come molte aziende del settore moda siano giunte ad aver consumato interamente il periodo di sostegno previsto dal Fondo di solidarietà bilaterale per l’artigianato (Fsba), trovandosi oggi prive di strumenti adeguati per affrontare una fase ancora complessa». A segnalarlo è Lorenzo Totò, vicepresidente territoriale Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo, che accende un faro su una problematica che potrebbe creare gravi problemi alle aziende nei prossimi mesi.
«Abbiamo verificato la possibilità di incrementare i giorni del biennio Fsba per i codici Ateco del settore, ma questa ipotesi non risulta praticabile – dice Totò – per questo riteniamo necessario riaprire il confronto sulla riattivazione della cassa integrazione in deroga già prevista per il comparto moda e scaduta al termine del 2025. Siamo consapevoli che tale misura sia stata scarsamente utilizzata, come evidenziato anche dall’Ebam, con circa 130 domande a livello nazionale, e che questo possa generare resistenze rispetto a una sua proroga. Tuttavia, questo dato va letto alla luce del contesto in cui lo strumento è stato introdotto. Il ritardo nell’approvazione, con decreto firmato solo ad agosto 2025, gli oneri legati all’anticipo e la complessità burocratica hanno scoraggiato molte imprese, mentre altre, già in forte difficoltà, hanno scelto di cessare l’attività. Riteniamo inoltre che una parte significativa delle risorse stanziate sia ancora disponibile e debba essere utilizzata. Il fatto che siano state presentate circa 130 domande dimostra che la misura ha contribuito a sostenere imprese e lavoratori, e che ogni sforzo vada compiuto per rendere nuovamente accessibili strumenti di sostegno, anche qualora servissero a salvaguardare una sola azienda».
Oggi il contesto è diverso rispetto al 2025. «Non siamo di fronte solo a realtà in fase terminale, ma anche a imprese strutturate e determinate a superare questa fase – conclude Totò – la crisi attuale appare legata a fattori esterni e contingenti e vi è una diffusa aspettativa di un miglioramento nel prossimo futuro. Per questo è fondamentale accompagnare le imprese in questo passaggio, consentendo loro di resistere e farsi trovare pronte alla ripartenza. Dai primi riscontri territoriali emergono segnali preoccupanti: già da aprile risulterebbero in difficoltà oltre 25 imprese nel solo Fermano. Riteniamo quindi necessario portare queste istanze all’attenzione nazionale, anche attraverso un documento da sottoporre ai parlamentari del territorio, affinché si intervenga con urgenza a tutela di un settore strategico per la nostra economia e per la tenuta sociale delle comunità locali».
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