Eccidio di Braccano, 82 anni dopo:
«Difendete la libertà con le vostre idee»

MATELICA - Le celebrazioni per ricordare le vittime. Mercoledì a Esanatoglia, la messa in memoria dei martiri della Resistenza e la deposizione della corona di alloro in piazza Cavour

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Le celebrazioni

Cerimonia a Matelica per ricordare l’eccidio di Braccano avvenuto il 24 marzo 1944 quando formazioni partigiani locali furono rastrellate dalle truppe delle SS e della Wehrmacht affiancate da milizie della Repubblica di Salò. Un civile e cinque partigiani, fra cui don Enrico Pocognoni, furono uccisi.

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In occasione dell’82esimo anniversario dell’eccidio di Braccano, la città di Matelica, insieme all’Anpi “24 marzo”, ha voluto dedicare il fine settimana alle commemorazioni delle vittime del nazifascismo. Le iniziative sono partite con le celebrazioni di sabato in località Terra di Mondo di Terricoli, dove sono stati ricordati i concittadini Ilio Cicculesse e Cesare Mosciatti. Sono poi proseguite a Casa Foscola e presso le lapidi nel bosco, dedicate ai partigiani Terenzio Terenzi e Wassili Niestarol. Presenti i rappresentanti dell’Anpi, la Protezione civile, gli assessori Graziano Falzetti e Filippo Maria Conti insieme al presidente del consiglio comunale Sauro Falzetti.

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Ieri mattina, invece, al Museo della Resistenza e della Cultura del territorio Don Pocognoni di Braccano sono stati presentati il volume “Vita di Engles” di Terenzio Badaloni e il fumetto “Il silenzio della libertà” di Renato Ciavola, con i quali si è voluto ricordare la figura del medico partigiano Engles Profili. A seguire, il corteo al monumento delle vittime dell’eccidio e la messa in ricordo dei caduti della Resistenza. Presente l’amministrazione comunale guidata dal sindaco Denis Cingolani.

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«Il 24 marzo del 1944, qui a Braccano si consumò una tragedia che colpì nel profondo la nostra comunità – ha detto il sindaco Denis Cingolani –. Uomini coraggiosi, partigiani e civili, furono strappati alla vita con violenza. Tra loro don Enrico Pocognoni, simbolo di una resistenza non soltanto armata, ma anche spirituale e profondamente umana. Oggi rendiamo omaggio al loro sacrificio, che ha contribuito a costruire le fondamenta della nostra libertà e della nostra Repubblica. Quelle vite spezzate ci ricordano quanto alto sia stato il prezzo della libertà. In un tempo segnato da conflitti che sembravano appartenere al passato, la memoria di Braccano diventa un monito chiaro e forte: la guerra non è mai la soluzione, ma sempre una sconfitta dell’umanità. Il nostro dovere è riaffermare con determinazione il valore della pace. In questo senso, un pensiero particolare va ai giovani. Alle ragazze e ai ragazzi consegniamo oggi questa memoria. Conoscere ciò che è accaduto, significa riconoscere il valore della libertà che viviamo ogni giorno. Siate custodi attivi di questi valori. Non date mai per scontata la democrazia. Difendetela con le vostre idee, con il vostro impegno, con la vostra partecipazione».

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Le celebrazioni si concluderanno mercoledì a Esanatoglia, con la messa in memoria dei martiri della Resistenza e la deposizione della corona di alloro in piazza Cavour.



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