È morto Antonino Zichichi:
tre volte a Recanati, tra scienza e fede

LUTTO - Il fisico e divulgatore aveva 96 anni. Fu ospite nella città leopardiana nel 2009, 2010 e 2019. Ricordò come il poeta non potesse immaginare «la potenza dell’Infinito fatto di tanti sistemi infiniti che sfuggono alla nostra percezione»

- caricamento letture
zichichi-recanati

Antonino Zichichi alla Marcia della pace con a destra don Rino Ramaccioni

di Giulia Sancricca

Antonino Zichichi, uno dei fisici italiani più noti a livello internazionale, è morto a di 96 anni. Anche la provincia di Macerata, e in particolare Recanati, ricorda i suoi interventi nel territorio.

Specializzato nel campo della fisica delle particelle, Zichichi è stato anche un instancabile promotore della cultura scientifica e un protagonista del dibattito pubblico, distinguendosi per la sua dura battaglia contro astrologia e superstizioni, da lui definite come una “Hiroshima culturale”. Zichichi non ha mai nascosto il proprio credo cattolico e ha più volte espresso posizioni critiche nei confronti della teoria darwiniana dell’evoluzione, alimentando discussioni anche accese. Al di là delle polemiche, resta il segno lasciato da uno studioso capace di parlare a pubblici molto diversi, portando la scienza fuori dai laboratori e dentro le piazze e i teatri.

zichichi-recanati2-650x488

Zichichi durante una conferenza in Comune

Anche la provincia di Macerata conserva il ricordo del suo passaggio. Il fisico fu infatti ospite a Recanati in almeno tre occasioni, intrecciando con la città leopardiana un legame che negli anni ha coinvolto studenti, istituzioni e cittadini. La prima visita risale al 2009, quando tenne la conferenza “Tra scienza e infinito” nell’aula magna del palazzo comunale. L’evento, organizzato dal liceo classico Giacomo Leopardi con il patrocinio del Comune, registrò una grande partecipazione. Il tema dell’infinito divenne per Zichichi il filo conduttore per ripercorrere la storia di quella branca della scienza e della logica matematica che ha tentato di definirne il significato. In quell’occasione sottolineò come Leopardi non potesse immaginare «la potenza dell’infinito fatto di tanti sistemi infiniti che sfuggono alla nostra percezione». Fu anche un momento per ribadire la sua idea rigorosa di ricerca: «La scienza è un’attività senza pietà – disse -, chi sbaglia è perso. Fare scienza vuol dire sapere tutto ciò che accade nel proprio ambito, e per farlo bisogna studiare».

L’anno successivo, nel 2010, Zichichi tornò in terra leopardiana per partecipare alla decima edizione della Marcia della pace Recanati-Loreto, che vide oltre mille persone in cammino. L’iniziativa, ideata e coordinata da don Rino Ramaccioni e organizzata dalla parrocchia Cristo Redentore con numerose associazioni cattoliche e missionarie, aveva come tema “Custodire il creato per costruire la pace”. Tra le testimonianze più attese ci fu proprio quella dello scienziato, che ribadì la propria visione del rapporto tra fede e ricerca: «La scienza è nata nel cuore della religione cattolica. Se fossimo figli del caos non avremmo legami: non c’è scienza se non c’è fede».

Zichichi fece ritorno nella città leopardiana anche nel 2019, in occasione delle celebrazioni per i 200 anni della composizione de “L’Infinito”. Tra il teatro Persiani e Villa Colloredo Mels si alternarono numerosi ospiti del mondo della cultura, tra cui Vittorio Sgarbi, Paolo Crepet, Davide Rondoni, Umberto Bottazzini e Sergio Givone. La presenza del fisico contribuì a dare ulteriore prestigio a un calendario di appuntamenti a ingresso libero che richiamò visitatori da tutta Italia.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

Torna alla home page

Quotidiano Online Cronache Maceratesi - P.I. 01760000438 - Registrazione al Tribunale di Macerata n. 575
Direttore Responsabile: Gianluca Ginella. Direttore editoriale: Matteo Zallocco
Responsabilità dei contenuti - Tutto il materiale è coperto da Licenza Creative Commons

Cambia impostazioni privacy

X