«Sventato il “patto della camelia”:
si erano accordati per un presidente
e un candidato sindaco da imporre»

POLITICA - Secondo i consiglieri comunali di Vince Civitanova Fausto Troiani e Marino Mercuri, c'era un fronte trasversale internamente alla maggioranza che aveva spinto verso una direzione diversa da quella presa con la scelta di Roberto Tiberi come presidente del Consiglio: «Il centrodestra ha delle solide basi sulle quali erigere il futuro, non c’è bisogno di allargarle»

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Marino Mercuri e Fausto Troiani di Vince Civitanova

«Con l’elezione alla presidenza del consiglio comunale dell’amico Roberto Tiberi, che da sempre stimiamo ed apprezziamo, è stato sferrato un altro duro colpo agli ideatori del “patto della camelia”», così l’ex presidente del consiglio comunale Fausto Troiani e Marino Mercuri (entrambi consiglieri di Vince Civitanova). Secondo i due consiglieri ci sarebbero stati accordi «su un altro nome, a loro più accondiscendente, alla presidenza del Consiglio comunale, sulla costituzione di una lista civica trasversale e su un candidato sindaco da imporre al centrodestra per le prossime elezioni comunali del 2027». 

La stretta di mano di ieri tra Tiberi e Troiani appena dopo l’elezione del primo ha sancito la pace all’interno del centrodestra dopo settimane a dir poco sofferte e il gruppo dell’ormai ex presidente del Consiglio sostiene che con la scelta di Tiberi sarebbe stato sventato il tentativo di qualcuno (ma chi?) di scompaginare le carte all’interno della coalizione. «L’elezione del nuovo presidente è servita a rinsaldare la maggioranza di centrodestra – dicono Troiani e Mercuri – qualcuno che lo voleva fare non lo fa, chi aveva dei dubbi per modestia o timidezza lo fa; la politica è anche questo e noi siamo soddisfatti».

Ma chi sarebbe quel “qualcuno che lo voleva fare e non lo fa”? Pierluigi Capozucca, in quota Fdi come Tiberi ma cui era arrivato dopo essere stato eletto in quota Vince Civitanova, che era stato il nome più caldo fino a qualche giorno fa? O addirittura Silvia Squadroni, che ad un certo punto era sembrata l’ideale come figura-ponte per traghettare questo ultimo scorcio di legislatura? «L’unica crepa è che si è creato un precedente sul non rispetto degli accordi – vanno avanti i due esponenti di Vince Civitanova – nonostante ciò, abbiamo lavorato insieme a tutti i consiglieri comunali che, come noi, hanno a cuore il futuro della nostra città, ormai vittima di invasioni ed ingerenze di ogni sorta. A Civitanova il centrodestra ha delle solide basi sulle quali erigere il futuro, non c’è bisogno di allargare queste basi perché non serve e perché si rischia l’implosione dando spazio a personaggi in cerca d’autore senza un minimo di seguito e consistenza».

L’identità di questi “personaggi in cerca d’autore” resta però top secret. «Le basi del centrodestra a Civitanova sono già molto solide da oltre 30 anni, dobbiamo costruirvi sopra una coalizione, che sarà ancora maggioranza di governo cittadino se sarà formata da persone serie che si dedicano alla politica per passione e non per la paghetta o per abietti risentimenti personali, persone che amano la loro città e che la vogliono migliorare».

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