«Modifica il prezzo di un biglietto
e intasca la differenza»
Condannato gestore di agenzia viaggi

POTENZA PICENA - A finire sotto accusa per truffa e falsificazione dei biglietti un 57enne. L'imputato è stato assolto per la mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice

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L’avvocato Alessio Silvi

di Alessandro Luzi

Accusato di aver modificato il prezzo di un biglietto per intascare la differenza tra il prezzo di vendita e quello di acquisto: condannato il gestore di fatto di un’agenzia viaggi. Così ha deciso il giudice Enrico Pannaggi del tribunale di Macerata. E’ finito sotto accusa per truffa, falsificazione di biglietti di pubbliche imprese di trasporto e mancata esecuzione dolosa di un provvedimento del giudice Francesco Cisaria, 57 anni, originario di Catanzaro.

Il giudice lo ha condannato a 6 mesi, 15 giorni e 150 euro di multa per la truffa e la falsificazione dei biglietti. Ha assolto l’imputato per la mancate esecuzione del provvedimento del giudice.

La presunta truffa verso la Sap srl (Società Automobilistica Potentina) sarebbe avvenuta il primo luglio del 2020 a Potenza Picena. La Sap, dice l’accusa sostenuta dal pm Rocco Dragonetti, aveva un contratto di rivendita biglietti della linea Due Mari con l’agenzia viaggio di cui il 57enne era il gestore di fatto.

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L’avvocato Alessandro Brandoni

L’uomo, prosegue l’accusa, sarebbe entrato nella piattaforma di acquisto dei biglietti Sap con le credenziali false. Così avrebbe manipolato il biglietto generato automaticamente dal portale, eliminando alcuni dati anagrafici e informazioni. Quel biglietto emesso per l’importo di 56 euro, continua l’accusa, risultava essere stato assegnato alla cifra di 52 euro.

Per l’accusa, in questo modo il 57enne avrebbe intascato la somma derivata della differenza tra il prezzo di vendita e il prezzo pagato dall’acquirente finale.

All’imputato veniva anche contestata la mancata esecuzione del provvedimento del giudice. Contestazione che risale al primo settembre 2020.

Il giudice di pace di Macerata, con un decreto, aveva ordinato all’agenzia viaggi di pagare alla Sap 1.682,98 euro. Il 57enne avrebbe dichiarato all’Ufficiale giudiziario che la società era cessata, invece risultava aperta e operativa. Il giudice ha assolto l’uomo da questa contestazione.

A difendere l’imputato, l’avvocato Alessandro Brandoni: «Farò appello».
La Sap si è costituita parte civile, tutelata dall’avvocato Alessio Silvi: «E’ una presa di posizione importante per l’azienda perché lottiamo tutti i giorni contro queste situazioni e per evitare questi fatti. La Sap ha risarcito tutte le persone truffate». Per la parte civile il giudice ha disposto un risarcimento di 2.216 euro.



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