
Danilo Tognetti
di Francesca Marsili
I Giorni della Merla, 29 -30 e 31 gennaio, sono tradizionalmente considerati i più freddi dell’anno. Sarà così? «Quest’anno credo che la merla uscirà dal camino ancora bianca – anticipa scherzando l’agrometeorologo Danilo Tognetti, del Servizio regionale Agrometeo dell’Amap – la tradizione purtroppo non sarà rispettata».
Niente nasi rossi dal freddo quindi?
«Da oggi alla fine del mese non ci sarà quel freddo intenso voluto dalla leggenda. Le temperature si manterranno sostanzialmente in linea con i valori medi del periodo: le minime tenderanno a scendere sotto lo zero solo in alcune vallate dell’entroterra o in alta quota. Mentre le massime oscilleranno tra gli 8 e i 12 gradi. Un leggero abbassamento delle temperature nei valori massimi è previsto dal 31. La giornata più fredda di questo week-end sarà domenica, dove le massime scenderanno sotto la soglia dei 10 gradi, ma nulla da far battere i denti dal freddo, appena qualche grado sotto la media».
Sono previste piogge?
«Una perturbazione di origine atlantica è invece prevista per il pomeriggio-sera di sabato ma, arrivando da ovest e con la schermatura degli Appennini, le piogge saranno a carattere normale, non eccezionale. Nevicate sono previste sui rilievi dell’Appennino solo oltre i 1200 metri».
Che gennaio è stato dal punto di vista meteorologico?
«Secondo i dati rilevati dalla nostra rete di monitoraggio agrometeo, nonostante la fase di freddo a Capodanno e a cavallo dell’Epifania, il mese si chiuderà con temperature più alte rispetto alla norma. E’ anche stato più piovoso. Proprio a causa delle frequenti precipitazioni, i campi, soprattutto quelli che si trovano in zone pianeggiati, sono piuttosto saturi di acqua e quindi potrebbero esserci dei ritardi nelle lavorazioni agricole della terra, come ad esempio le concimazioni».
Le previsioni meteo tradiscono quindi la leggenda dei Giorni della merla, considerati i più freddi dell’anno. Il detto popolare racconta di una merla con uno splendido piumaggio bianco sempre in lotta con il rigido gennaio che si divertiva ad aspettare che lei uscisse dal nido in cerca di cibo per i suoi piccoli per gettare freddo e gelo. Stanca delle continue persecuzioni, la merla decise di fare provviste sufficienti per un mese, e si rinchiuse nella sua tana per tutto il mese di gennaio, che allora aveva solo 28 giorni. L’ultimo giorno del mese, la merla, pensando di aver ingannato gennaio, uscì dal nascondiglio e si mise a cantare per sbeffeggiarlo. Gennaio se ne risentì così tanto che chiese in prestito 3 giorni a febbraio e si scatenò con bufere di neve, vento, gelo. La merla si rifugiò con i suoi piccoli in un camino e lì restò al riparo per tre giorni. Quando la merla uscì, era sì salva, ma il suo bel piumaggio si era scurito a causa della fuliggine del camino, e così da quel giorno tutti i merli furono per sempre neri.
meno freddo?
E chi lo vole sto gelo!!! Per carità
· Anna De Sanctis praticamente tutta l'agricoltura. Senza freddo ci ritroviamo ogni anno con sempre più insetti che, non morendo di freddo, impestano tutte le colture già a marzo. Poi se uno usa i prodotti fitofarmaci tutti a lamentarsi
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