
Roberto Di Caterino, comandante della Scuola di Polizia Penitenziaria di Parma
Una serie di eventi in settimana all’Università di Macerata: tre gli incontri in occasione della Giornata mondiale della filosofia e un confronto con Roberto Di Caterino, comandante della Scuola di Polizia Penitenziaria di Parma.
A un anno dalla conversione in legge del decreto legge 92/2024, il cosiddetto “Decreto carcere sicuro”, l’Associazione laureati dell’Università di Macerata propone infatti un incontro di approfondimento per riflettere sulle criticità e sulle opportunità emerse nell’attuazione delle nuove disposizioni. L’appuntamento è in programma per venerdì alle 17 nella sala conferenze di piazza Strambi 1, al terzo piano.
Dopo i saluti introduttivi della presidente di Alam, Daniela Gasparrini, interverranno Roberto Di Caterino, comandante della Scuola di Polizia Penitenziaria di Parma, Mario Paciaroni, già procuratore della Repubblica di Macerata, e Giancarlo Giulianelli, garante dei diritti dei detenuti della Regione Marche. A moderare il dibattito sarà Francesco Bernabucci, vicepresidente di Alam. L’iniziativa è aperta al pubblico e si inserisce nel percorso di incontri promossi dall’Alam per favorire il dialogo tra il mondo accademico, le professioni e le istituzioni, con l’obiettivo di stimolare una riflessione condivisa sui temi più attuali della giustizia e della società contemporanea.

Arianna Fermani
In occasione della Giornata mondiale della filosofia, invece, che avrà luogo giovedì, la Società filosofica italiana – Sezione di Macerata, in collaborazione con l’Università di Macerata, la Scuola Popolare di Filosofia di Macerata e il gruppo ConsiderAzioni, celebrano questa ricorrenza con un ciclo di incontri rivolto agli studenti, ai docenti e all’intera cittadinanza. Sarà un’occasione di dialogo e riflessione che spazierà tra diversi temi come la scelta, l’attualità degli antichi e la cosmologia tomista e contemporanea.
Il primo appuntamento della giornata, rivolto agli studenti delle scuole superiori, si svolgerà nell’Aula A Omero Proietti, in via Garibaldi 20, dalle 9,30 alle 12,30. La mattinata dal titolo “La scelta: Incontro tra desiderio e libertà”, prevede una parte introduttiva, con le docenti Unimc Silvia Pierosara e Fabiola Falappa, volta a sottolineare l’importanza della filosofia come strumento concreto nelle scelte di vita che siamo chiamati a compiere. Seguirà un’attività laboratoriale con il gruppo ConsiderAzioni. Nel pomeriggio, dalle 16 alle 19, nella stessa aula, si terrà il primo incontro del corso di formazione per docenti delle scuole superiori “Percorsi nella filosofia”, con le professoresse Unimc Arianna Fermani e Lucia Palpacelli, dal titolo “L’attualità degli antichi. Una prospettiva di insegnamento”. L’incontro, fruibile anche online tramite la piattaforma Teams (clicca qui), darà voce al fascino degli antichi e all’importanza di tornare alle loro riflessioni, per orientare i nostri passi.
La giornata si concluderà con un evento serale aperto a tutti, nella Sala Sbriccoli, Centro di ateneo per i servizi bibliotecari in piazza Oberdan, dalle 21 alle 23. L’incontro dal titolo “Dialogo sull’Universo: da Tommaso alla cosmologia contemporanea” è volto a celebrare gli 800 anni dalla nascita del filosofo Tommaso d’Aquino e vedrà come protagonisti il professore Andrea Fiamma, storico della filosofia medievale Unimc-Unifg, e Roberto Bartoloni, docente di Scienze naturali del Liceo Classico Linguistico Giacomo Leopardi di Macerata: in un confronto tra la cosmologia tomista e quella contemporanea.
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Mentre discutono sul cosa fare, il crimine aumenta in ogni sua forma. Si discute dei diritti dei criminali, su come giustificarli e su come recuperarli, ma nessuno parla del diritto della vittima a cui dare una giustizia. Magari la vittima ti direbbe “perchè non mi hai difeso prima, imprigionandolo?”, oppure, “neutralizzandolo con le armi?”.
Per qual motivo si rispetta la vita dei criminali? Perchè siamo “tutti fratelli”. Che bello: siamo tutti dei San Francesco d’Assisi”, seduti in poltrona, difesi dalle mura di casa (si fa per dire, dato che neanche quelli ci possono difendere, ormai..
Papi, cardinali, arcivescovi, vescovi, parroci, presbiteri, diaconi, membri delle associazioni ecclesiali e caritative, chissà cosa avrebbero detto, o pensato, se si fossero trovati indifesi, o senza un’arma per difendersi, quando i “fratelli” Simba, foraggiati dalla Cina comunista e dai paesi dell’Est europeo, li massacravano tra atroci sevizie e infine mangiavano il loro cuore e il fegato.
Ho avuto il racconto di missionari superstiti quando ero in Congo all’epoca dei Simba. E grande era la loro felicità quando i mercenari, pagati dagli USA, li liberavano, massacrando i Simba. Solo un vecchio missionario chiese al colonnello Mike Hoare, comandante del 5 Commando anglosassone, in cui combatteva il maceratese Tullio Moneta, “di avere pietà per i miei fratelli Simba”. Al che il sergente Joe Wepener rispose al missionario: “Padre, l’unica pietà che ho verso i miei fratelli Simba è un buon colpo da 800 metri a secondo del mio Fal belga”. Per la cronaca, il sergente Wepener più tardi saltò su di una mina cinese.
Nessuno che dica agli uomini delle nostre forze dell’ordine di badare a salvare prima la propria vita e quella dei cittadini onesti e non violenti, e poi quella dei criminali, che tali sono per loro scelta e per il loro “karna”.