Rockin’1000
di Federico De Marco
Tutti in campo con la band, e non una qualunque ma la più grande rock band del pianeta. Batteristi e chitarristi ieri sono scesi in campo agli impianti sportivi de Le Calvie a Camerino. E ad esibirsi con gli altri musicisti anche il rettore di Unicam, Graziano Leoni. Obiettivo: dire no alle dipendenze. L’evento, Rockin’1000, è stato organizzato dall’Università di Camerino.
Un progetto «che ha come finalità la promozione del benessere per tutti quelli che oggi si trovano a vivere spesso in isolamento più di quanto non si faceva nei tempi indietro» ha spiegato il rettore Graziano Leoni. Ieri la mega rock band si è esibita in “La carica dei 101 – Unicam dice No alle Dipendenze”, un evento speciale che ha unito la forza aggregante del rock all’impegno concreto dell’ateneo nella prevenzione e nella promozione del benessere. I cento musicisti, dopo aver fatto il “giuramento del rocker”, hanno aperto le danze con l’iconico “We will rock you” dei Queen. Nel finale si è aggiunto il 101esimo musicista: lo stesso rettore Graziano Leoni ha imbracciato la chitarra e si è messo a suonare.
«Rockin’1000 è un’esperienza in cui si fa qualcosa tutti insieme e si creano delle unioni – ha detto il rettore -. Che poi è quello che cerchiamo di fare anche noi all’interno dell’università. Stiamo puntano a recuperare tutta l’attività in presenza nelle nostre aule. Questa è un po’ una metafora di cosa si riesce a costruire stando insieme facendo qualcosa di coinvolgente e di bello».
La musica diventa il linguaggio universale per lanciare un messaggio forte e condiviso: dire insieme “no” a tutte le forme di dipendenza. «Unicam è molto attenta alla prevenzione nei confronti del disagio giovanile legato all’uso e all’abuso delle sostanze – spiega Roberto Ciccocioppo, docente di farmacologia – alla dipendenza da videoterminali, internet, gioco d’azzardo e altro. Nell’arco dell’anno abbiamo messo in piedi una serie di iniziative tra cui quella di oggi. Anche attraverso l’arte, la musica e il confronto cerchiamo di prevenire il disagio che può esserci tra i giovani e gli studenti».
La giornata è cominciata alle 16 con l’apertura dell’Open Day Village dove i visitatori hanno potuto scoprire da vicino l’offerta formativa di Unicam attraverso stand informativi e attività di orientamento. È stata l’occasione per conoscere meglio la vita universitaria e i servizi dedicati alle studentesse e agli studenti in un clima di festa e condivisione.
«Il nostro obiettivo è far conoscere Unicam a 360 gradi – conclude la docente delegata all’orientamento Isolina Marota – e far entrare i ragazzi in quella che è l’offerta formativa che è strettamente collegata alla società. Non si può parlare di discipline a compartimenti stagni, sono tutte collegate tra loro e parlano tra di loro. Inoltre bisogna soprattutto far sentire i giovani parte di un gruppo, perché penso che sia la cosa più bella ma anche il punto di partenza per fare quei sacrifici che richiede l’università».
Sempre nel pomeriggio è stato possibile vivere un’esperienza unica di rilassamento e benessere con “L’Oasi della calma” condotta dalle psicologhe Cristina Polini e Justyna Poniatowska, già impegnate nei gruppi Memo del progetto Proben.
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