La demolizione di palazzo Sbarbati. Nella foto l’assessore Paolo Renna (settimo da sinistra con il completo chiaro) e vicino a lui, a destra, Mauro Del Bianco amministratore del condominio. Al centro il comandante della polizia locale Danilo Doria e accanto a lui, sulla destra, il consigliere Andrea Blarasin
di Mauro Giustozzi
Ore 16,26, cade l’ultimo frammento di Palazzo Sbarbati in via Cincinelli, a Macerata, che si sbriciola sotto le pinze della gru dell’impresa a cui è stata affidata la demolizione dell’edificio lesionato dal sisma del 2016. In appena due giorni e mezzo, con una rapidità inattesa, le operazioni di abbattimento del palazzo sono state completate. Con la soddisfazione dei residenti del quartiere di Corneto che avevano lamentato i disagi cui erano costretti da questo intervento non più rinviabile, ma anche dell’amministrazione comunale e della polizia locale che avevano predisposto il piano di viabilità, con le chiusure e la possibilità di accesso in alcune ore del giorno di chi in quella zona abita e anche di chi ci lavora.
Ovviamente anche della stessa impresa deputata all’abbattimento che è risultato molto efficiente nelle operazioni che si sono così concluse nelle tempistiche previste.
I lavori di demolizione verso la fine
Terminata questa prima fase delle operazioni adesso la viabilità lungo via Cincinelli che ora non esiste più, tornerà ad essere praticabile con un semaforo che farà funzionare quel tratto a senso unico alternato, consentendo quindi nuovamente il passaggio delle auto. Una criticità risolta in meno di 72 ore e che restituirà al quartiere di Corneto una serenità che era stata minata dal timore di vedere chiusa per parecchi giorni questa arteria, peraltro l’unica e senza vie alternative, da cui poter entrare e uscire in una delle zone più popolose del capoluogo.
Il palazzo è stato demolito
Le strutture murarie dell’edificio sono state sgretolate partendo dal solaio per poi scendere ai piani sottostanti, sono ben 7 lato strada e 9 nella porzione a valle del fabbricato. L’intero intervento è stato accompagnato anche da getti di acqua abbondanti per limitare le polveri sollevate dai pezzi del palazzo che venivano portati a terra.
Il piano predisposto dalla polizia locale nei giorni scorsi per quanto concerne la viabilità ha funzionato: segnaletica nella zona rafforzata, pattuglie hanno presidiato gli imbocchi di via Cincinelli, sia quello nei pressi della rotatoria Oasi ed a valle del quartiere di Corneto lungo la Valteia. La ditta incaricata della demolizione ha poi operato con estrema precauzione ed attenzione, anche per vedere come l’edificio avesse reagito alle vibrazioni dell’intervento: strutturalmente, man mano che sono stati demoliti i piani, ci si è resi conto della estrema fragilità di Palazzo Sbarbati, costruito negli anni Cinquanta, con materiali e tecnologie largamente superate ed i tecnici sono rimasti sorpresi che tutto sommato sia rimasto in piedi dopo le forti scosse del terremoto 2016. Naturalmente restano le macerie del palazzo che dovranno essere portate via, ma se la previsione era che la demolizione potesse durare sino al 7 settembre si può ben comprendere come le tempistiche siano state praticamente azzerate.
Anche i condomini di Palazzo Sbarbati, in un comunicato, hanno voluto esprimere la loro soddisfazione per la rapidità della demolizione dell’edificio, un passo decisivo per la rinascita del quartiere Corneto. «Dopo oltre nove anni dal sisma del 2016, si è conclusa oggi la demolizione di Palazzo Sbarbati in via Cincinelli 72, uno degli edifici simbolo delle ferite lasciate dal terremoto –hanno scritto nella nota -. I lavori, affidati alla ditta RestEdil Crucianelli, sono stati realizzati dalla ditta Papà Nicola e si sono svolti in soli tre giorni, nel massimo rispetto della sicurezza e con disagi limitati per i residenti. Un risultato importante che testimonia l’efficienza dell’intervento e la professionalità delle imprese coinvolte. Già da oggi viene riaperta una corsia al traffico, con senso unico alternato regolato da semaforo, così da garantire il ripristino della viabilità e ridurre ulteriormente l’impatto sulla vita quotidiana dei cittadini. Un ringraziamento va alle ditte esecutrici per la rapidità e l’efficacia delle operazioni, alla polizia locale per la gestione della viabilità e ai residenti per la pazienza dimostrata in questi giorni. Quella di oggi non è solo la conclusione di una demolizione, ma l’inizio di un nuovo capitolo per il quartiere Corneto: la ricostruzione dell’edificio, che restituirà 33 nuove unità abitative moderne e sicure, rappresenta un segnale concreto di rinascita e speranza per l’intera comunità».
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Finalmente e’ fatta e c’e’ qualcuno che rognicava……
Unico appunto: i getti d’acqua se ci sono stati, non erano abbastanza abbondanti.
Di abbondante oltre misura c’era solo la polvere portata ben lontano grazie anche al vento.
La casa subito sotto l’avranno “affogata” di polvere.
Bravi tutti ma proprio tutti ma non sulla polvere!!
…strano signor “Maalox” solo in questi casi arrivano i tuoi sciocchi commenti… “…ottimo e abbondante signor generale…” modello “Maalox”…
Straordinario, è probabile che Macerata abbia un’accelerazione di gravità superiore alla media.
Volevo aggiungere che il condominio ha incaricato un’ impresa di pulizie per le case sepolte dalla polvere. Capisco che è piccolo gesto, ma doveroso nei confronti di vicini che ci hanno sempre sostenuto.