La posa della prima pietra delle nuove strutture a Pieve Torina
La prima pietra della nuova palestra e del centro civico di Pieve Torino ha la forma del futuro. Grande festa questa mattina per la cerimonia di posa per quella che è una struttura pensata e progettata a vantaggio di tutta la comunità e che sarà realizzata dalla Fondazione Francesca Rava, grazie al contributo di diversi sostenitori, entro il 2020.
Il sindaco Alessandro Gentilucci ed Elisabetta Strada
«A un anno dalla consegna della scuola materna – dichiara Elisabetta Strada, coordinatrice della fondazione per i progetti solidali nel cratere -, torniamo a Pieve Torina con grandissima emozione. Nell’avviare i lavori di quello che è il nono edificio scolastico realizzato dalla Fondazione Francesca Rava per i bambini del Centro Italia colpiti dal terremoto, e nel giorno in cui le scosse sono tornate a farsi sentire, questa volta in Toscana, dimostriamo, insieme ai donatori che ci hanno sostenuto e alle istituzioni con cui collaboriamo, che si può fare la differenza e andare avanti nonostante le difficoltà». Alla cerimonia sono intervenuti anche Giuliano De Minicis e Stefano Belardinelli, in rappresentanza l’uno del gruppo Succisa Virescit, l’altro in qualità di presidente della Contram. Tra i donatori, tantissimi realtà del panorama italiano: Il Resto del Carlino, Il Giorno, La Nazione, Succisa Virescit, Fondazione Muxima, Iren, Moncler, Trenitalia, United Colors of Benetton, Marina Militare Italiana, Aeronautica Militare Italiana, Il Centro, Bentley, Lenovo, Imageware e tanti altri ancora.
Le capsule del tempo riempite con i messaggi dei bimbi di pieve Torina
La parola, poi, al sindaco di Pieve Torina, Alessandro Gentilucci che, davanti ad una folla composta prevalentemente di bambini, ha parlato di futuro e di un paese, Pieve Torina, che ha radici antichissime testimoniate dai recenti scavi archeologici. «La posa di questa pietra – sottolinea il primo cittadino – ha un valore simbolico fondamentale, perché indica la volontà di un paese di resistere e guardare avanti grazie anche alla generosità di coloro che hanno reso possibile tutto ciò, in primis la Fondazione Francesca Rava e il gruppo Qn con il direttore del Carlino, Michele Brambilla, per la solidarietà e la vicinanza che ci ha espresso». Il parroco don Candido Pelosi ha quindi benedetto la pietra. Gentilucci ha voluto lanciare un messaggio al futuro, depositando una sua riflessione in una capsula che è stata sepolta e che verrà riaperta tra trenta anni: «Il 9 dicembre 2049 i bambini di oggi saranno gli uomini del domani, e ricorderanno la nostra forza, nonostante le difficoltà, in un futuro che ci auguriamo sia di pace e serenità per tutti noi». La capsula, con decine di messaggi preparati dai bambini, una copia odierna de Il Resto del Carlino e un messaggio della Fondazione Francesca Rava è stata quindi seppellita ed il luogo scelto sarà segnalato da una targa che verrà collocata nei prossimi giorni.
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Gentilucci e Strada depositano i messaggi per il futuro
I bambini all’opera
La benedizione del parroco
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