Nota del Comune di San Severino:
“Un consiglio comunale aperto e manifestazioni di protesta forti contro l’ennesimo agguato ai danni dell’ospedale di San Severino Marche. I tecnici vanno ridimensionati e riportati al loro ruolo per restituire dignità ad un sistema, quello sanitario, messo in crisi e a repentaglio da decisioni scellerate”. L’assessore comunale alla Salute, Vincenzo Felicioli, ed il sindaco di San Severino Marche, Cesare Martini, tornano a difendere il “Bartolomeo Eustachio” a seguito della presentazione, alle organizzazioni sindacali mediche regionali e locali, dell’ennesima ipotesi di riorganizzazione che porterebbe ad ipotizzare ulteriori tagli. “Pur non essendo mai stata deliberata si metterebbe in pratica la riforma Balduzzi che mira al raggiungimento della fatica quota di 3,2 posti letto per acuti ogni 1.000 abitanti. L’Amministrazione comunale di San Severino Marche non può assolutamente accettare questa ipotesi che contesta anzitutto per il metodo. Chi ha deciso i criteri – si chiedono Felicioli e Martini – per l’abbattimento dei posti letto che, di fatto, verrebbero dimezzati? Non si è tenuto conto delle performances, della qualità del servizio, della mobilità che a San Severino è fra le più attive della regione. E non vi è certo sovrabbondanza di posti letto nel territorio della Val del Potenza visto il ridimensionamento totale ed assoluto degli altri presidi esistenti come quelli di Matelica, Treia e Recanati che, ormai, non hanno più dignità di ospedale ma sono stati convertiti in case della salute. Il “Bartolomeo Eustachio” è un riferimento per la Val Potenza ed ha una posizione baricentrica per quelle dell’Esino, del Musone e del Chienti. Qui non si sta facendo una battaglia campanilistica ma si ritiene che certe scelte siano dannose per tutto l’entroterra maceratese e per lo stesso capoluogo di provincia.
Non è vero, com’è scritto nella proposta di riorganizzazione, che le distanze dal pronto soccorso più vicino a San Severino sono di 23 chilometri perché effettivamente superano i 30 se si prende in esame solo il territorio comunale. Ma al nostro pronto soccorso, dove si registrano oltre 10 mila accessi l’anno, arrivano malati anche da molto più lontano. L’ultimo caso è quello di un bimbo colpito da meningite arrivato da Apiro. Si restituisca dignità alle decisioni che vengono prese – concludono Felicioli e Martini, che tornano a ripetere – Si ridimensionino i tecnici per fare spazio alla concertazione con gli enti locali e soprattutto con i cittadini. Quando gli amministratori parlano danno voce a questi ultimi e si muovono nell’interesse degli stessi che, in sanità, si chiamano malati. I sindaci e gli assessori non intendono abdicare ma chiedono di potersi confrontare visto il mandato ricevuto e che è riconosciuto dalla Costituzione. Inviteremo all’assemblea pubblica la Giunta regionale e, intanto, lunedì protesteremo ad Ancona assieme ai lavoratori della sanità”.
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Risiedo a Macerata, ho due figli e tutti e due, per scelta, sono nati a San Severino. Inutile dire che disapprovo la chiusura dell’Ospedale e di tutte le altre strutture sanitarie che offrono servizi di qualità. Mi chiedo anche se, conseguentemente alla chiusura di strutture sanitarie come Tolentino o San Severino, gli Ospedali di Macerata e/o di Camerino verranno potenziati nelle strutture e/o nel personale medico. Se, come è facile ipotizzare, così non sarà ci troveremo con i letti nei cortili e assisteremo a parti per i corridoi….e non voglio immaginare altro! Amarezza profonda!
credo sia giusto chiudere strutture sanitarie ( anche se eccellenti ) quando a poco piu’ di 30 minuti di auto esistono strutture che hanno le stesse caratteristiche.
i costi dei vari ospedali in eccedenza ( come quello si S. Severino, Camerino, Pergola, Loreto ecc. ecc.) ricadono su tutti noi e non mi sembra giusto socializzarli per il privilegio di pochi.
L’ospedale di S. Severino, al limite, potrebbe rimanere ma il suo finanziamento riguarderebbe esclusivamente la popolazione locale e non quei cittadini che non usufruiscono di quei servizi.
In passato i democristiani ed i socialisti hanno sperperato denaro pubblico per creare veri e propri centri di potere e voti di scambio ma fortunatamente le nuove generazioni lo stanno capendo. Le oligarchie locali hanno campato per anni contando di consolidare e rendere perpetua la loro egemonia.
In definitiva :
pochi ospedali , efficenti ed organici con presidi periferici per le urgenze ( primo intervento , cardiologia, centro veleni, ecc. )