Biglietteria chiusa, macchinetta guasta e utenti sanzionati

Diverse lamentele per i disservizi nella stazione ferroviaria di Porto Recanati

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biglietti-macchinettedi Beatrice Cammertoni

Le regole per gli utenti dei servizi di Trenitalia prevedono che il biglietto venga fatto prima di salire sul treno servendosi degli appositi sportelli in stazione o in alternativa delle macchinette automatiche. Una volta timbrato diventa un legittimo titolo di viaggio, che rende il cliente immune da ogni sovrapprezzo o multa. Ieri pomeriggio a Porto Recanati un gruppo di utenti non ha portato a termine questa semplice sequenza di passaggi, non per incuria quanto piuttosto a causa dell’ennesimo disservizio della compagnia ferroviaria statale. In attesa di salire sul frequentatissimo regionale delle 17.06 è stato impossibile acquistare un biglietto perché lo sportello era chiuso (come da normale orario di servizio) e perchè entrambe le macchinette presenti in stazione sembrano essere cadute in malora. Una, ben più malmessa, è addirittura ricoperta di nastro adesivo. L’altra, che fino a poco tempo fa continuava a fatica ad emettere biglietti è spenta, probabilmente guasta, senza che nessun cartello o alcuna indicazione ne spieghi la causa. Per chiarire fin da subito la circostanza e segnalare al capotreno la mancanza del titolo di viaggio, il gruppo, composto per lo più da universitari, ha chiesto di poter pagare il dovuto a bordo, sentendosi rispondere dall’addetto che la loro “inadempienza” sarebbe costata 5 euro in più al prezzo normale della tratta. La paradossale situazione, resa ancora più fastidiosa dalla motivazione fornita circa la necessità di fare il biglietto prima dell’arrivo in stazione come si fa per i voli in aereo e dal fatto che per i clienti è stato l’unico modo per evitare un verbale, richiama ancora una volta l’attenzione sullo stato della struttura di Porto Recanati, che al momento presenta anche ulteriori criticità. Non si parla solo delle macchinette, tra l’altro non ancora sostituite con modelli più nuovi come già avvenuto nella gran parte delle stazioni, ma per esempio anche dello stato di degrado in cui riversano i bagni e del non sufficiente impianto di illuminazione.



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