«L’edilizia tiene, ma necessario
programmare il post Pnrr»
ECONOMIA - L'analisi dell'Ance sui primi sei mesi dell'anno. Il presidente dell'associazione dei costruttori, Carlo Resparambia: «Nelle Marche dato positivo del settore ma stanno emergendo segnali da non sottovalutare. La crescita è sostenuta soprattutto dalle opere pubbliche, mentre il mercato privato rallenta»

Carlo Resparambia
«Edilizia, nelle Marche i primi sei mesi mostrano un segno positivo: produzione a più 2,9 percento. Ma bisogna costruire una strategia per il dopo Pnrr». A dirlo è l’Associazione nazionale costruttori edili (Ance) Marche sui dati dell’indagine semestrale del Centro studi Guzzini di Confindustria. Secondo il presidente di Anche Marche, Carlo Resparambia il settore delle costruzioni nelle Marche «continua a mostrare una buona capacità di tenuta, ma dietro il dato positivo stanno emergendo segnali che non possono essere sottovalutati. La crescita è sostenuta soprattutto dalle opere pubbliche, mentre il mercato privato rallenta». Secondo Resparambia: «è il momento di guardare oltre l’attuale ciclo di investimenti e costruire insieme alla Regione una strategia per il dopo Pnrr».
La produzione del settore, nel periodo gennaio-giugno è cresciuta del 2,9 percento rispetto allo stesso semestre dello scorso anno, a fronte del più 4,8 percento registrato nel secondo semestre 2025. A trainare, dice Ance, sono sempre i lavori pubblici (aumento di oltre il 15 percento), mentre arretrano sia l’edilizia abitativa (meno 2,1 percento) sia quella non residenziale (meno 1,6 percento).
Nelle Marche il Pnrr ha attivato oltre mille interventi per il settore delle costruzioni. A questo poi si aggiunge la ricostruzione. Questo sta sostenendo il settore e lo farà anche dopo il 2026 ma, dice Resparambia «Proprio per questo dobbiamo utilizzare questa fase per programmare ciò che verrà dopo. Non possiamo permetterci che alla conclusione del Pnrr segua un vuoto di investimenti. Occorre costruire fin da ora una programmazione regionale pluriennale delle infrastrutture e delle opere pubbliche, individuando priorità, risorse e tempi certi».
Secondo Ance la situazione dell’edilizia privata è quella più delicata. «I dati sui permessi di costruire mostrano una progressiva riduzione della nuova offerta abitativa, mentre il mercato immobiliare continua a registrare una domanda significativa. Nel 2024 le abitazioni autorizzate nelle Marche sono diminuite di circa il 13%, mentre nel 2025 le compravendite sono cresciute di quasi il 4%» dice l’associazione costruttori. Questo, secondo Resparambia «È un segnale che deve far riflettere. La casa deve tornare ad essere una priorità della politica regionale».
Altro tema la manodopera qualificata: «sempre più difficile da reperire per il 90,2% delle imprese del campione – dice Ance -. Sul fronte del credito, il 46,8% degli operatori giudica difficile l’accesso ai finanziamenti, mentre il 48,9% segnala condizioni normali. Resta elevata la percezione del costo del denaro, giudicato elevato dal 78,9% degli intervistati».
In definitiva, riprende Resparambia: «Alle istituzioni regionali chiediamo di aprire un confronto su una strategia di medio-lungo periodo per le costruzioni. Programmazione delle opere pubbliche, rigenerazione urbana, politiche per la casa e formazione devono diventare parti di un’unica politica regionale per lo sviluppo».
(Redazione Cm)