Sardellini Costruzioni compie 80 anni:
dalle case coloniche di San Claudio
alle città del futuro
MACERATA - L'azienda festeggia il suo compleanno domani pomeriggio al teatro Lauro Rossi. Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda: «Fin da piccolo ho ascoltato storie e aneddoti, vogliamo condividerle insieme a tutti coloro che con noi hanno fatto questo lungo cammino»

Lo staff di Sardellini Costruzioni
Sardellini Costruzioni compie il proprio 80esimo anno e lo celebra con un evento privato che si terrà a Macerata, al teatro Lauro Rossi, domani alle 17,30 alla presenza delle autorità locali e regionali. A moderarlo la giornalista di SkyTg24 Veronica Voto.

Tobia Sardellini e la moglie Romina Di Bonaventura
Quella di Sardellini è una storia di impresa che attraversa le generazioni e accoglie il futuro all’insegna dell’innovazione. Una storia iniziata dall’intuizione di Romolo Sardellini, muratore artigiano di San Claudio, poi consolidata dal figlio Giovanni, che ha fondato l’azienda nel 1946, per proseguire con la terza generazione con in testa Pierluigi Sardellini e ora passata nelle mani di Tobia Sardellini e Romina Di Bonaventura. In 80 anni di appalti pubblici e privati, di opere di ingegneria, restauro e valorizzazione dei beni culturali, le professionalità si sono succedute senza sosta, collaborando con le più importanti istituzioni. «Fin da piccolo ho ascoltato storie e aneddoti sulle persone che hanno contribuito a fare la storia dell’impresa, sempre raccontate con grande passione – dice Tobia Sardellini, direttore tecnico e commerciale dell’azienda – da qui è nata l’idea di celebrare questo traguardo condividendo la storia di una famiglia e di una azienda, insieme a tutti coloro che con noi hanno fatto questo lungo cammino».

Luciana, Pierluigi e Anita, i nipoti del fondatore Romolo Sardellini
La storia di Sardellini parte da San Claudio, nel comune di Corridonia, passa per Macerata, poi Ancona, tutte le Marche, una fetta d’Italia tra l’Abruzzo e l’Emilia, dove c’è stato bisogno di ricostruire e rigenerare un patrimonio edilizio storico prezioso e fortemente identitario. Lavori per realizzare case, quartieri di città che crescevano con il crescere della loro popolazione, opere pubbliche che hanno disegnato l’Italia del boom economico e demografico, interventi per riportare al loro originario splendore capolavori di architettura e d’arte danneggiati dal tempo e dagli eventi naturali, infrastrutture pubbliche come ad esempio scuole e palazzi storici, chiese e interi borghi antichi. Sono i luoghi “narranti”, non solo dell’impresa-famiglia Sardellini, ma della nostra storia intera.

In alto da sinistra Tobia Sardellini, Romina Di Bonaventura, Don Matteo Sardellini, fratello di Tobia. Seduti da sinistra Marta Sartori, Luciana Sardellini, Pierluigi Sardellini, Anita Sardellini.
All’evento che si terrà domani sarà anche presentato il libro “Sardellini: Radici, Valori, Futuro”, uno sguardo al passato per mettere a fuoco ciò che ci aspetta domani, ammirare doti e valori di chi ci ha preceduti, proiettare questo patrimonio nel presente e tracciare, infine, la strada della crescita dell’intero territorio. Il volume racconta la lunga storia di Sardellini: dalle radici artigiane di Romolo alla fondazione dell’impresa da parte di Giovanni e, successivamente all’ingresso di Pierluigi fino a Tobia. E ancora dalle case coloniche di San Claudio ai quartieri della Macerata moderna, dalle grandi opere pubbliche degli anni ‘70 e ‘80, alla specializzazione nelle opere di ingegneria antisismica e nel restauro e valorizzazione dei beni culturali, accelerate dall’ingresso dell’ultima generazione di imprenditori.

Pierluigi Sardellini (al centro) con Tobia Sardellini e Romina Di Bonaventura
Il volume ricostruisce una vicenda corale fatta di lavoro, responsabilità, qualità e legame con le persone. Una storia che guarda al passato per riconoscere i valori che hanno reso possibile il presente e per proiettare nel futuro una cultura d’impresa fondata su serietà, competenza, innovazione e amore per il territorio.

Inoltre, per l’occasione, l’azienda ha deciso di farsi carico del restauro di una tela di Giovanni Cingolani, esposta a Palazzo del Governo, “Torquato Tasso che sottopone la Gerusalemme Liberata all’Accademia dei Catenati di Macerata”.
