Dal sisma a Capitale della Cultura 2033:
ci prova la Civitas Appenninica

FIRMA - Il progetto, promosso dalla Struttura commissariale sisma coinvolge 11 fondazioni dei territori del cratere e mette in rete 138 comuni, 13 università e centri di ricerca. Coinvolti anche il terzo settore e le comunità locali di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria. Fondazione Carisap sarà il soggetto attuatore

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Un momento della firma di oggi

Civitas Appenninica verso la candidatura a Capitale europea della Cultura 2033: firmata la convenzione per la rinascita dei territori del sisma. L’atto siglato oggi a Roma, alla sala Parlamentino di via della Panetteria, la convenzione che dà ufficialmente il via al progetto “Civitas Appenninica Vetusta Nursia – Ex Malo Bonum. Rinascita Appenninica, la Cultura che ricostruisce”, a sostegno del percorso di candidatura della Civitas Appenninica a Capitale europea della Cultura 2033. A sottoscrivere la convenzione sono stati Guido Castelli, commissario straordinario sisma, e Maurizio Frascarelli, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli.

La struttura commissariale, che ha elaborato il progetto, assicura il coordinamento della rete di partenariato, il raccordo con le istituzioni e i territori coinvolti e la responsabilità della sua attuazione. Il progetto affianca alla ricostruzione materiale dei territori colpiti dal sisma un percorso di rigenerazione culturale, sociale e civile, fondato sul coinvolgimento delle comunità, sulla formazione e sulla costruzione di nuove reti nazionali ed europee. La manifestazione di interesse per la candidatura è prevista entro il 2027, mentre il bando ufficiale è atteso nel 2028.

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Guido Castelli, commissario sisma, e Maurizio Frascarelli, presidente della Fondazione Cassa di Risparmio di Ascoli

Il progetto si inserisce in un percorso condiviso dalle undici fondazioni di origine bancaria dei territori del cratere, che hanno definito un modello comune di collaborazione e coordinamento per accompagnare unitariamente l’attuazione delle progettualità, favorendo il raccordo con i territori e la coerenza con le esigenze delle comunità locali.

Le fondazioni coinvolte sono: Cassa di risparmio della Provincia dell’Aquila, Cassa di risparmio della provincia di Macerata, Cassa di risparmio di Ascoli, Casse di risparmio di Fabriano Cupramontana e Ancona, Cassa di risparmio di Fermo, Cassa di risparmio di Perugia, Cassa di risparmio di Spoleto, Cassa di risparmio di Terni e Narni, Pescarabruzzo, Tercas e Varrone Cassa di risparmio di Rieti.

Il programma ha un valore complessivo di 995mila euro, di cui 750mila euro sostenuti attraverso una parte del residuo delle risorse provenienti dalla raccolta nazionale promossa e coordinata da Acri presso le fondazioni associate dopo gli eventi sismici del 2016-2017. I restanti 245mila euro sono assicurati dal cofinanziamento della Struttura commissariale, della Regione Marche, della Regione Umbria e del comune di Norcia.

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La Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli opera quale soggetto attuatore, in raccordo con Acri e con le altre fondazioni coinvolte. Il comune di Norcia assume invece, nell’ambito del percorso di candidatura, il ruolo di capofila dei comuni della Civitas Appenninica. La Civitas Appenninica è una comunità diffusa che riunisce 546 comuni di Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria – 138 dei quali situati all’interno del cratere relativo agli eventi sismici del 2016 e 2017 – e da una storia secolare di relazioni culturali, economiche e spirituali.

Il progetto assume la cultura come infrastruttura della ricostruzione: uno strumento per rafforzare i legami sociali, contrastare lo spopolamento, creare opportunità per i giovani, valorizzare il patrimonio materiale e immateriale dell’Appennino e proiettare i territori in una dimensione nazionale ed europea. A questa rete territoriale si affianca un network di 13 università e centri di ricerca, che ha già dato vita a quattro programmi internazionali con capofila l’Università di Camerino per la scienza della ricostruzione, l’Università di Teramo per la filiera agroalimentare, l’Università di Perugia per i beni culturali e il territorio di Rieti per l’economia circolare. Un ruolo strutturale è affidato anche al terzo settore, chiamato a contribuire alla coprogettazione delle attività culturali, sociali, sportive e territoriali, all’animazione delle comunità e alla sperimentazione di modelli innovativi di welfare culturale, turismo responsabile e sport di comunità.

Cuore del programma, che si svilupperà entro il 31 dicembre 2027, sarà il festival itinerante “Cultura che Ricostruisce”, concepito come una vera infrastruttura culturale diffusa, capace di mettere in relazione memoria e futuro, spiritualità e innovazione, giovani e comunità e di contribuire alla costruzione di un network culturale permanente tra i territori della Civitas. Il festival si sviluppa come un evento multi-tappa, che toccherà 16 Comuni, tra i quali vi sono alcuni dei centri maggiormente colpiti dal sisma 2016-2017. Di seguito l’elenco delle tappe: Amatrice, Arquata del, Ascoli, Assisi, Camerino, Fermo, Macerata, Montefortino, Montereale, Norcia, Rieti, San Severino, Spoleto, Teramo Tolentino e Visso.

Al programma culturale si affiancheranno azioni trasversali dedicate a sport, benessere, natura e territorio, anche in collaborazione con Sport e Salute e Anci, con l’obiettivo di rafforzare coesione, inclusione e qualità della vita e favorire nel tempo la costituzione di una rete stabile di “Parchi della cultura e del benessere”.

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«Una straordinaria occasione per affermare l’identità e la coesione dell’Appennino centrale, mettendo in rete esperienze, istituzioni e comunità – ha detto il commissario Castelli -. La firma della convenzione rappresenta un passo concreto di questo percorso e dà avvio a un progetto rilevante, che può dare nuova linfa ai nostri territori. Insieme, vogliamo trasformare una storia comune e un patrimonio unico in nuove opportunità di sviluppo, lavoro e crescita».

«Questo progetto è l’epilogo di un percorso nato dalla solidarietà e dalla collaborazione tra le fondazioni – ha aggiunto Maurizio Frascarelli, presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Ascoli -. Il progetto promosso dalla Struttura commissariale ha trovato la piena condivisione delle undici fondazioni coinvolte».


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