Export calzature nei primi sei mesi 2026:
nelle Marche un calo del -9,9%.
«Misure per rafforzare la competitività»
ECONOMIA - Il quadro di Assocalzaturifici. La presidente Giovanna Ceolini: «Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Il settore deve continuare a rappresentare un'eccellenza del sistema manifatturiero nazionale»

Giovanna Ceolini
«Lo scenario globale legato agli eventi internazionali è ancora caratterizzato da forti elementi di instabilità. Il settore calzaturiero italiano continua a dimostrare una buona presenza e presidio dei mercati internazionali». La fotografia arriva Assocalzaturifici, sulla base dei dati del Centro studi di Confindustria riferiti a Infocamere-Movimprese.
A livello nazionale, il primo semestre si chiude con un fatturato a -2,3% e un export in flessione nei primi cinque mesi del -2,4%, ma con un saldo commerciale in crescita del +9,6%. A livello regionale, nei primi sei mesi del 2026 nelle Marche l’export in valore è risultato in calo del -9,9% sull’analogo periodo dell’anno precedente, attestandosi a 540,3 milioni di euro. Le prime cinque destinazioni dell’export marchigiano, che coprono il 48,1% del totale, sono: Francia (+4,3%), Germania (-3,8%), Usa (-8,6%), Cina (-19,7%) e Paesi Bassi (-10,7%). In diminuzione del -33,8% l’export verso i mercati del Medio Oriente e del -43,5% quello verso la Russia.
Il numero di imprese attive (calzaturifici + produttori di parti per calzature) ha registrato, tra industria e artigianato – secondo le stime del Centro Studi Confindustria Accessori Moda su dati Infocamere-Movimprese – un calo di -73 aziende, accompagnato da un saldo negativo di -1356 addetti rispetto a dicembre scorso. Sempre sul fronte del lavoro, le ore di cassa integrazione autorizzate nella filiera pelle sono diminuite del -20,5%, attestandosi a 2,4 milioni.
Giovanna Ceolini, presidente di Assocalzaturifici, commenta lo scenario nazionale: «Il settore calzaturiero italiano continua ad affrontare una congiuntura economica complessa in continuità con il 2025, tiene comunque un certo posizionamento nella manifattura e continua a dimostrare capacità di adattamento e una forte vocazione internazionale – dice -. Le nostre imprese stanno reagendo con determinazione a una congiuntura caratterizzata da tensioni geopolitiche, rallentamento della domanda e aumento dei costi. Il saldo commerciale del comparto è cresciuto da gennaio a maggio del 9,6%, raggiungendo 2,16 miliardi di euro: un risultato che testimonia la competitività delle nostre imprese e la capacità del Made in Italy di continuare a creare valore anche in una fase particolarmente difficile. La tenuta del mercato europeo e i primi indizi di recupero dei consumi interni confermano segnali di miglioramento del nostro comparto. Oggi più che mai è necessario sostenere le aziende con misure che rafforzino competitività, investimenti e occupazione, affinché il settore possa continuare a rappresentare un’eccellenza del sistema manifatturiero nazionale».
Sul mercato domestico nazionale – dove gli acquisti delle famiglie mostrano, nel primo semestre, un incremento di circa il 2%, sia in volume che in valore – i segnali più positivi arrivano dalle calzature donna che crescono del +4% sia in quantità che in spesa. In aumento anche le sportive e le sneakers (+1,5%) che rappresentano oltre il 42% della spesa complessiva.