L’architettura di Civitanova
negli scatti di Elisa Contenti

CULTURA - Sabato la mostra "Look Up. Sguardi verticali sulla città". Gli organizzatori: «Ogni fotografia nasce da un punto basso che osserva verso l'alto, un'angolazione volutamente modesta per restituire grandezza al soggetto fotografato»

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Immagine generata dall’Ai

Guardare Civitanova dal basso verso l’alto per offrire una nuova prospettiva. Questo è il focus della mostra fotografica “Look Up. Sguardi verticali sulla città” che si svolgerà sabato negli spazi della fototeca comunale Paolo Domenella. Si tratta del progetto fotografico che la giovane autrice Elisa Contenti ha dedicato a Civitanova, per riscoprire in maniera diversa luoghi che già si conoscono. Le immagini di Look Up catturano l’architettura della città tramite una pulizia formale che quasi sfiora l’astrazione.

La mostra, patrocinata dal Comune, è il secondo appuntamento di un percorso che l’associazione “Percorsi Visivi Aps” ha rivolto alle giovani fotografe del territorio, e che dopo Dania Ferretti vede ora protagonista Elisa Contenti.
L’inaugurazione è alle 18,30. L’ingresso è libero, da vicolo Sforza.

«Non è un dettaglio marginale – spiegano gli organizzatori – che si tratti di due autrici donne e giovani: in un momento storico in cui il tema della rappresentanza femminile nei linguaggi artistici e culturali è quanto mai attuale, dare continuità a un ciclo come questo significa offrire uno spazio, una visibilità e un riconoscimento a chi troppo spesso fatica a trovarli. È una scelta che si inserisce pienamente nella missione che l’associazione persegue: promuovere la fotografia come linguaggio di conoscenza e valorizzazione dell’identità cittadina, e insieme sostenere le nuove generazioni di autrici che quella identità sanno raccontarla con occhi nuovi. C’è un gesto primordiale, ancora prima dello sguardo del fotografo, che anima questo progetto: sollevare il mento, interrompere la consueta traiettoria orizzontale con cui attraversiamo le città, e cercare altrove, verso l’alto. Elisa Contenti pratica questo gesto con una costanza che si trasforma in metodo, e tale metodo diventa il suo tratto distintivo: ogni fotografia di questa serie nasce da un punto basso che osserva verso l’alto, un’angolazione volutamente modesta per restituire grandezza al soggetto fotografato».


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