In vacanza vede il cartello “Schio”,
il sindaco va in Comune a ringraziare:
«Ci hanno aiutato dopo il sisma»

FIASTRA - Il primo cittadino Giancarlo Ricottini ha fatto tappa al municipio in provincia di Vicenza per salutare chi li aiutò durante il terremoto del 30 ottobre 2016: «È stata una grande emozione. Vorrei proporre alla sindaca di Bolognola di ragionare insieme su un’iniziativa per il decennale»

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Il sindaco Giancarlo Ricottini in visita al municipio di Schio

Un’amicizia nata dieci anni fa, durante il drammatico periodo della primissima emergenza, immediatamente dopo la scossa di terremoto del 30 ottobre 2016, che si è mantenuta viva. Pochi giorni fa si è riaccesa, con il sindaco, Giancarlo Ricottini, che ha voluto fare una sorpresa all’amministrazione di Schio, in provincia di Vicenza, per salutare e riabbracciare i volontari del gruppo di Protezione civile che, per tre mesi, si diedero da fare per aiutare la cittadinanza di Fiastra, pesantemente provata dalle scosse.

ricottini fiastra

Giancarlo Ricottini

Il primo cittadino, che stava rientrando da qualche giorno di ferie in motocicletta, al termine della sua ultima tappa, con la destinazione, oramai, impostata verso Fiastra, ha avuto quasi una “visione”, come racconta lui stesso: «A una rotatoria, nel vicentino, ho visto una freccia che indicava Schio a 22 chilometri. Mi si è acceso un bellissimo ricordo, legato al drammatico periodo del sisma 2016. Per fortuna, anche i drammi, a volte, riescono a lasciarti grandi cose nel cuore. Mi è venuto in mente Sergio, il “comandante”, con barba lunga, da alpino purosangue, che era a capo di una squadra di Protezione civile del comune di Schio, alla quale venne affidato il compito di portare i primi soccorsi ai comuni di Fiastra, Acquacanina e Bolognola. Arrivò a Fiastra alle 9 di sera del terribile 30 ottobre 2016. Già la mattina del 31 – continua a raccontare Ricottini – si misero subito al lavoro: capeggiava una squadra di 8 persone e aveva tutte le prerogative del capo, urlava, dava ordini, consigli, si sbracciava. Io, che allora ero sindaco di Acquacanina, al primo impatto rimasi un po’ sulla difensiva, ma bastarono pochi giorni a capire che mi ero sbagliato: era vero che aveva conoscenza del suo fare senza eguali».

E da lì nacque l’amicizia che dura ancora oggi. «Ci aiutarono realmente a trecentosessanta gradi – prosegue il racconto del primo cittadino -. Ogni settimana, dal comune di Schio, arrivavano 8 nuovi collaboratori, ma lui, in tre mesi, tornò a casa solo tre giorni. Un uomo coraggioso, altruista, generoso, che non si risparmiava, per 12 ore al giorno, di una umanità senza paragoni, un uomo dal cuore grande. Quando se ne andò per tutti fu come perdere il nonno saggio e buono. Abbiamo continuato a sentirci, ogni tanto, e lui qualche volta è venuto anche a trovarci».

Un ricordo, quello del primo cittadino di Fiastra, che parla di solidarietà. Un ricordo commosso, riconoscente e, a distanza di dieci anni, ancora vivido e impresso nella mente, ma soprattutto nel cuore, tanto che, di ritorno dalle ferie, ha deciso, senza averlo previsto e senza un appuntamento, di andare a Schio, in Municipio, dove è stato accolto dalla sindaca, Cristina Marigo, dalla vicesindaca, Barbara Corzato, e dall’amministrazione. Per completare la giornata di ricordi e il legame profondo tra i due territori, la sindaca ha chiamato in Municipio Sergio Gecchelin, l’allora responsabile del gruppo di Protezione civile, con il quale c’è stato un commosso e sincero abbraccio. Ricottini ha portato, all’amministrazione e ai volontari della Protezione civile, i saluti e i ringraziamenti di tutti i cittadini di Fiastra, Acquacanina e Bolognola.

«È stata per me una grande emozione, un momento di quelli che ti rimangono dentro e che nessuno mai potrà cancellare. Grazie Sergio, grazie Schio», dice il primo cittadino, che, inoltre annuncia: «Vorrei proporre alla sindaca di Bolognola, Cristina Gentili, di ragionare insieme su un’iniziativa per il decennale del 30 ottobre 2016. Sarebbe bello invitare nei nostri luoghi tutti coloro che hanno collaborato, in qualche modo, e ci hanno aiutato a uscire dalle prime fasi dell’emergenza, quindi anche il Comune e la Protezione civile di Schio. Vogliamo ricordare i dieci anni dal sisma, proprio per non dimenticare l’importanza del volontariato e di tutte le persone che hanno fatto del bene alla nostra comunità».


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