Sanità, rischio ticket più cari:
«La Regione protegga le famiglie»
SANITÀ - Interrogazione in Consiglio regionale di Leonardo Catena e Maurizio Mangialardi sul nuovo tariffario nazionale: «La Giunta dica subito cosa cambia per ticket, risorse e prestazioni. Il diritto alla salute non può essere condizionato dalle disponibilità economiche»

I consiglieri regionali Leonardo Catena e Maurizio Mangialardi
«Chi deve prenotare una visita o un esame non può affrontare un’altra difficoltà economica, oltre alle liste d’attesa. Il nuovo tariffario nazionale può comportare aumenti dei ticket per una parte dei cittadini non esenti: la Regione chiarisca le conseguenze nelle Marche e come intende tutelare le famiglie, soprattutto quelle economicamente più fragili». A lanciare l’allarme sono Leonardo Catena e Maurizio Mangialardi, consiglieri regionali del Partito democratico, che hanno presentato un’interrogazione a risposta orale alla giunta e all’assessore Paolo Calcinaro sulle ricadute del nuovo tariffario sul servizio sanitario regionale e sui cittadini marchigiani.
«Nelle Marche, nel 2024, il 10,6% della popolazione ha dichiarato di aver rinunciato a prestazioni sanitarie per motivi economici, liste d’attesa o difficoltà di accesso. Oltre un cittadino su dieci: un dato che impone attenzione. Anche incrementi contenuti possono pesare su chi sostiene ripetutamente spese per visite ed esami senza beneficiare delle relative esenzioni» aggiungono Catena e Mangialardi.
Il nuovo tariffario, applicabile alle prestazioni prescritte dal 21 settembre, aggiorna le tariffe di 448 prestazioni di specialistica ambulatoriale e di 222 codici dell’assistenza protesica su misura. Per le prestazioni specialistiche interessate, l’aumento medio indicato è del 5,8%. «Le tariffe si decidono a Roma, ma le conseguenze le vivranno le famiglie marchigiane – dicono Catena e Mangialardi -. La Regione deve dire subito quanto costerà ai cittadini, quante risorse arriveranno nelle Marche e quante prestazioni in più saranno garantite. Non basta conoscere la remunerazione delle strutture: bisogna sapere se le visite resteranno alla portata di tutti. Chiediamo un quadro puntuale delle prestazioni che comporteranno un maggiore esborso, degli importi, dei cittadini coinvolti e delle misure per neutralizzare o compensare gli eventuali aumenti».
Per i due consiglieri dem, la questione riguarda anche la disponibilità delle prestazioni. «Se i maggiori costi delle prestazioni assorbono le risorse senza un adeguamento della programmazione, il rischio è che le attese rimangano immutate e l’offerta insufficiente. Chi aspetta mesi per un esame e non può permettersi di rivolgersi altrove rinuncia oppure si cura tardi – proseguono gli esponenti del Pd -. È una disuguaglianza: chi ha i mezzi si cura, chi non li ha aspetta o rinuncia. Le liste d’attesa sono un problema della politica e delle istituzioni, non possono diventare un costo a carico delle persone».
L’interrogazione chiede di conoscere l’impatto economico del nuovo tariffario sul Servizio sanitario regionale, le risorse destinate alle Marche, gli effetti sui budget delle strutture pubbliche e private accreditate e le eventuali variazioni della compartecipazione alla spesa. «Vogliamo numeri precisi sui ticket, anche sul maggiore esborso complessivo per gli utenti e impegni perché l’aggiornamento non pesi ancora sulle famiglie più fragili». Si chiedono inoltre gli incrementi dei volumi di attività programmati e gli effetti attesi sui tempi d’attesa.
«Il diritto alla salute non può essere condizionato dalle disponibilità economiche – concludono Catena e Mangialardi -. I marchigiani devono poter contare su prestazioni accessibili e tempestive. Chiediamo alla Giunta regionale impegni concreti affinché l’aggiornamento tariffario non aggiunga nuovi ostacoli a chi ha bisogno di curarsi».