Premio “Dolores Prato”
a Giulia Lombezzi

TREIA - Ha vinto con il romanzo “L’estate che ho ucciso mio nonno” si aggiudica la quinta edizione del premio. Seconda Sara Gambazza, terza Giuliana Salvi. Una storia familiare che scava nei legami tra genitori e figli e nelle cose che, a volte, è necessario lasciar andare. Il sindaco Franco Capponi: «Questa quinta edizione conferma la capacità di portare voci della narrativa contemporanea femminile e di creare un confronto che va oltre le giornate della manifestazione»

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La vincitrice Giulia Lombezzi riceve il premio dal sindaco Franco Capponi e dall’attrice Gaia De Laurentis

È “L’estate che ho ucciso mio nonno” di Giulia Lombezzi il romanzo vincitore della quinta edizione del Premio letterario “Dolores Prato – Città di Treia”. Il verdetto è arrivato nel corso della cerimonia finale, andata in scena ieri al teatro comunale, al termine del percorso di lettura e confronto che ha coinvolto la giuria tecnica e quella popolare, chiamate a scegliere tra le opere finaliste. Al secondo posto si è classificata Sara Gambazza con “Quando i fiori avranno tempo per me”, mentre il terzo posto è andato a Giuliana Salvi con “Clementina”.

A convincere la giuria è stata una storia che affronta la cura, i pensieri più intimi che porta con sé e i tabù che spesso le famiglie custodiscono per anni. Nel romanzo di Lombezzi, il rapporto tra genitori e figli diventa il terreno di una riflessione sui legami, sulle ferite e sulla possibilità, talvolta necessaria, di lasciare andare ciò che ci tiene ancorati al passato. Una cerimonia finale impreziosita anche dalla presenza di Gaia De Laurentis. L’attrice, protagonista sul palco del teatro Valenti di Treia, ha prestato la sua voce ad alcune letture di Dolores Prato.

«Il Premio Dolores Prato cresce attraverso i libri, ma soprattutto grazie alle persone che li leggono, li discutono e scelgono di dedicare tempo alle storie – ha detto il sindaco Franco Capponi -. Questa quinta edizione conferma la capacità del premio di portare a Treia voci della narrativa contemporanea femminile e di creare un confronto che va oltre le giornate della manifestazione. È un lavoro culturale che intendiamo continuare».

La motivazione del premio, letta da Anna Bardazzi a nome della giuria, ha sottolineato la capacità del romanzo di Giulia Lombezzi di addentrarsi nel rapporto più complesso che ogni essere umano sperimenta, quello tra genitori e figli, affrontando i legami familiari senza semplificazioni e lasciando spazio alle contraddizioni dell’esperienza umana.

«Siamo particolarmente felici dell’apprezzamento ricevuto dalle autrici e dagli addetti ai lavori, che hanno trovato a Treia un’organizzazione attenta e un’accoglienza piacevole, nonché la possibilità di camminare nei luoghi cari a Dolores Prato – ha aggiunto la curatrice del premio Lucrezia Sarnari -. Credo che il valore più autentico del premio stia proprio nella capacità di riunire, per due giorni, persone che si occupano di libri da prospettive diverse: scrittrici, editor, professionisti dell’editoria e lettori, creando occasioni per conoscersi, confrontarsi e far nascere nuove connessioni. A volte è proprio da un incontro informale, da una conversazione a tavola, che può prendere forma l’idea di una nuova storia. Siamo felici che questa partecipazione abbia coinvolto non soltanto la giornata del premio, ma anche gli appuntamenti del giorno precedente».

Si chiude così la quinta edizione del Premio letterario “Dolores Prato – Città di Treia”, un percorso di lettura e confronto che mette in relazione autrici, case editrici e lettori. Un lavoro che trova forza nella partecipazione del pubblico e nell’impegno delle due giurie, a cui si aggiunge il contributo di chi segue il premio fin dalla prima edizione e ne accompagna la crescita mantenendo aperto il confronto intorno ai libri e alle storie che raccontano, con il focus che lo distingue a livello nazionale: la narrativa contemporanea femminile.


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