
Gregorio Rufini Leopardi
di Luca Patrassi
Olimpiadi nel segno di Giacomo Leopardi. Un connubio decisamente inedito quello che si è materializzato a Milano in occasione della cerimonia di apertura. Primo ad entrare in scena è stato Gregorio Rufini Leopardi il più giovane esponente della famiglia discendente di Giacomo Leopardi e giunta alla ventiquattresima generazione. Gregorio Leopardi è stato scelto come tedoforo per il rush finale della fiaccola.
«Che emozione deve essere portare tra le mani la Fiamma Olimpica. Bravo Gregorio» si legge nel post Instagram pubblicato dalla contessa Olimpia Leopardi, mamma di Gregorio. Da Giacomo a Gregorio, Casa Leopardi è protagonista di un percorso secolare nel segno della valorizzazione e della conoscenza delle opere del grande poeta autore dell’Infinito.
Giacomo Leopardi è stato protagonista della cerimonia inaugurale delle Olimpiadi a San Siro per il tramite di Pierfrancesco Favino che ha letto l’Infinito con tanto di ovazione finale del pubblico presente nello stadio milanese. Una standing ovation per il grande Giacomo in solo apparente contrasto con l’immagine del poeta impegnato a spendere la sua “migliore parte” tra le sudate carte. In ogni caso una giornata olimpica leopardiana utile appunto a cogliere l’obiettivo della promozione della poetica leopardiana e la sua internazionalizzazione che aveva trovato il suo primo lancio con la legge “Leopardi nel mondo” sostenuta dall’ex ministro recanatese Franco Foschi. Resta infine da sottolineare come Gregorio Rufini Leopardi, studente di Lettere Classiche, abbia già messo in luce in diverse occasioni (convegni e ricorrenze) le sue doti di testimonial della figura dell’avo. Nel 2023 la sua prima uscita ufficiale per le celebrazioni.
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Leopardi delle nevi.