La maggioranza stavolta non traballa,
Roberto Tiberi nuovo presidente:
«Non applausi, ma serietà e buonsenso»

CIVITANOVA - A guidare il Consiglio comunale nell'ultimo anno di legislatura sarà il capogruppo di Fratelli d'Italia, eletto al secondo scrutinio nella seduta di stasera. La minoranza aveva fatto convergere i suoi voti su Mirella Paglialunga. «Iniziato alla politica da mio nonno che era democristiano. Poi io ho preso un'altra strada, al fianco di Pierpaolo Borroni. Voglio essere una figura di garanzia, con un leale rapporto di collaborazione con tutti»

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Il neo presidente del Consiglio comunale Roberto Tiberi

di Marco Pagliariccio (foto Federico De Marco)

Tutto secondo le (ultime) previsioni. E senza inciampi stavolta per il centrodestra, che al secondo scrutinio, quando non serviva più la maggioranza assoluta dell’assise, ha eletto nuovo presidente del Consiglio comunale l’ormai ex capogruppo di Fratelli d’Italia Roberto Tiberi.

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Nessun tatticismo né franchi tiratori come quelli che avevano impallinato l’ormai past president Fausto Troiani. La truppa Ciarapica si presenta forte dei suoi 15 consiglieri (non c’è Pierpaolo Turchi del gruppo Lega più civici) e procede compatta e senza intoppi, fallendo l’elezione di Tiberi al primo scrutinio, durante il quale erano richiesti i 2/3 dei consiglieri in carica e quindi 17 voti (ne sarebbe servito uno dall’opposizione), ma centrandola già al secondo, nel quale era sufficiente la maggioranza assoluta, e quindi 13 preferenze.

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«Speriamo che il nostro voto vada a una persona che svolgerà il servizio in maniera democratica, evitando prevaricazioni e utilizzando le competenze dei consiglieri non per incentivare o aumentare le diatribe divisive ma per unire», ha detto Mirella Paglialunga, che ha presieduto la seduta in veste di consigliera anziana. Un monito che nascondeva (non troppo velatamente) la critica all’operato dello sfiduciato Troiani.

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Prima del primo voto, però, è intervenuto il consigliere del Pd Francesco Micucci, che ha sottolineato come dalla maggioranza si sarebbe aspettato un’apertura all’opposizione per arrivare a fine legislatura (a Civitanova si voterà nel 2027) con un presidente condiviso da tutti o quasi. «Il momento è importante, non è ordinaria la sostituzione del presidente del Consiglio nel corso di una legislatura – ha rimarcato Micucci – si sono susseguiti nelle scorse settimane dibattiti in città piuttosto pesanti, con riflessioni rilevanti di operatori del settore sociale come l’avvocato Bommarito che hanno gettato non dico un’ombra sulla città ma sicuramente fatto emergere situazioni di cui preoccuparsi. C’è stato la presentazione di un report tra giovani della provincia di Macerata che ha fatto emergere numeri inquietanti. Pensavo si potesse usare questo momento di ambasce dell’amministrazione tutta per dare un segnale di forte unità. E poteva esserlo quello di trovare, visto che manca poco più di un anno alla scadenza del mandato, una figura che potesse essere trasversale, non frutto dei classici accordi della politica. Non è stato così, ho visto un’amministrazione pensare a pesi e contrappesi senza condividere niente a livello pubblico. Mi auguravo che la maggioranza potesse proporre un’occasione di condivisione; invece, ha solo lanciato una serie di nomi sulla stampa».

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L’ex presidente Fausto Troiani

Un’invettiva che, a parte qualche borbottio da Troiani, non ha particolarmente scaldato l’aula, che ha proceduto senza battere ciglio al via vai dei consiglieri da e verso l’urna allestita in sala consiliare per il voto. Al primo scrutinio, nulla di fatto: 15 voti dovevano essere e 15 sono per Tiberi, mentre l’opposizione ha fatto convergere i suoi 7 (era assente Lavinia Bianchi di Siamo Civitanova) su Paglialunga. Una la scheda bianca (quella della stessa Paglialunga?). Al secondo scrutinio, con l’asticella che si abbassa da 17 a 13, la maggioranza non traballa: i risultati sono in fotocopia ed ecco che Paglialunga (che, erroneamente, l’aveva già proclamato dopo la prima tornata) può lasciare la poltrona al neo presidente, accolto dall’applauso di tutta la sala.

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«Ringrazio i colleghi che mi hanno concordato la loro fiducia e anche chi, legittimamente, non lo ha fatto – dice Tiberi, che passando davanti allo scranno di Troiani lo ha salutato con una calorosa stretta di mano – ringrazio la mia famiglia, a partire da mio nonno, che da democristiano della zona montana mi introdusse alla politica. Il mio percorso poi maturato diversamente dal suo, al fianco di Pierpaolo Borroni, al fianco del quale ho svolto un lungo cammino. Chi è stato con me in Commissione bilancio, che ho presieduto, avrà avuto modo di vedere come lavoro: voglio essere una figura di garanzia, con un leale rapporto di collaborazione con tutti. Questo è un incarico di grande responsabilità, lo voglio onorare con impegno, spirito di servizio e rispetto delle regole. Spero si crei un terreno di buonsenso e ragionevolezza, perché il bene della città è il fine ultimo che ci guida tutti. Le speranze e le attese della città sono nelle nostre mani, superiamo le conflittualità superflue per questo fine più alto. Non c’è bisogno di parole da applauso ma di un sincero augurio a tutti noi di svolgere il nostro compito al meglio».

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Presidenza del consiglio, per il dopo-Troiani c’è Roberto Tiberi

 



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