Tanti divieti ma zero multe:
il Capodanno senza botti
in provincia è solo sulla carta

CASO - Tra ordinanze e regolamenti, i Comuni mettono nero su bianco la volontà di arginare il fenomeno, ma nella pratica la notte di San Silvestro vive da sempre una sorta di "deregulation tollerata". A Macerata, dove da inizio 2024 vige lo stop totale su tutto il territorio comunale, sei persone identificate per un grosso petardo esploso in via Gramsci, ma nessun provvedimento. A Monte San Giusto, un gioco pirotecnico partito dalla strada è arrivato su un terrazzo, dove hanno preso fuoco dei vasi di plastica

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Fuochi d’artificio in strada a Civitanova

di Laura Boccanera

Fuochi pirotecnici e petardi, ordinanze a macchia di leopardo in provincia, zero sanzioni. Puntuale come il conto alla rovescia nell’ultimo giorno dell’anno all’indomani della festa, con la conta di incidenti, cassonetti bruciati e danneggiamenti si torna a parlare dell’efficacia di strumenti normativi che vietino l’uso di fuochi d’artificio, se poi comunque nessuno controlla che questi vengano rispettati.

Un’esigenza sentita in primis per questioni legate alla sicurezza e alla pubblica incolumità, ma anche da chi ha animali che a San Silvestro sono costretti a rimanere chiusi in casa per il terrore dei botti nei loro amici a quattro zampe e da parte degli animalisti. Sull’altro fronte chi invece non vuole cedere rispetto ad una tradizione che è longeva e che in tutto il mondo saluta l’arrivo del nuovo anno con spettacoli pirotecnici.

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Un incendio a Civitanova a causa di alcuni botti di Capodanno

I comuni del Maceratese, rispetto al Capodanno, si sono mossi in maniera differenziata, alcuni con ordinanze ad hoc, altri lasciando libertà totale, altri ancora prevedendo nel regolamento di polizia urbana un divieto permanente. Nonostante le misure però la sera di Capodanno, praticamente ovunque c’è stata una deregulation tollerata, sebbene preceduta da controlli su attività commerciali e con la presenza delle forze dell’ordine e delle polizie locali.

A Civitanova è stata adottata un’ordinanza che prevedeva il divieto di botti e fuochi d’artificio limitatamente all’area della piazza e del vialetto nord e sud, zona in cui si svolgeva il concerto di Capodanno. Il palco e il pubblico tuttavia occupava solo una minima parte della piazza e nella parte più vicina a palazzo Sforza in realtà in molti hanno utilizzato giochi pirotecnici (il coordinatore della protezione civile Alberto Conca è stato raggiunto dal riverbero di un petardo esplosogli vicino, come ha raccontato). Il comandante della polizia locale Cristian Lupidi sottolinea come «nonostante il considerevole afflusso di persone registrato, i resoconti e i rilievi effettuati sul campo confermano la generale efficacia di tutto il dispositivo organizzato per l’occasione – commenta – In merito alle misure adottate, è opportuno precisare che l’ordinanza sindacale è stata strutturata seguendo criteri di precisione e legittimità normativa: i divieti relativi all’uso, fra l’altro, di materiale pirotecnico sono stati circoscritti alla piazza e alle vie immediatamente adiacenti, come i vialetti Nord e Sud. Tale scelta è stata dettata dalla necessità di garantire la massima sicurezza nelle zone a rischio sovraffollamento, evitando al contempo provvedimenti indiscriminati su tutto il territorio comunale che avrebbero potuto configurarsi come illegittimi, al netto di ogni considerazione sul controllo del rispetto. L’attività della polizia locale si è integrata nel più ampio piano coordinato dall’autorità provinciale di pubblica sicurezza, con un’aliquota di personale che ha garantito il servizio operativo fino all’1 del 1° gennaio, mantenendo alta l’attenzione su tutti i fronti. Parallelamente nei giorni precedenti l’evento sono state eseguite verifiche amministrative negli esercizi commerciali autorizzati alla vendita di fuochi d’artificio; gli esiti non hanno evidenziato criticità».

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L’incendio in un terrazzo di Monte San Giusto per un gioco pirotecnico finito male

Anche a Macerata non c’era un’ordinanza specifica dal momento che l’uso dei giochi pirotecnici è disciplinato dal regolamento urbano attivo da inizio 2024, che all’articolo 11 prevede che tutto l’anno sia «vietato, salvo quanto espressamente autorizzato dalla competente autorità locale di pubblica sicurezza e dall’amministrazione comunale, far esplodere petardi, articoli pirotecnici o fuochi d’artificio di qualunque genere, ad eccezione di quelli ad esclusivo effetto luminoso, in tutto il territorio del Comune di Macerata». Nel capoluogo la sera di Capodanno non sono state elevate sanzioni, ma sono state identificate sei persone in via Gramsci dove un gruppetto di persone avevano lanciato un grosso petardo. «Ma non potendo determinare con certezza chi fosse stato ad effettuare il lancio nessuno è stato multato – spiega il sostituto commissario Iacopini – abbiamo lavorato per lo più sulla prevenzione in piazza e nei luoghi interessati dal concerto e dalla festa».

Ordinanza su tutto il territorio comunale invece per Monte San Giusto, dove nell’ordinanza sindacale è stato disposto il divieto di utilizzo di fuochi d’artificio, petardi, mortaretti e artifici esplodenti in genere addirittura dalla mattina alle 10 del 31 dicembre fino a tutto il 1° nei luoghi pubblici o anche in luoghi privati se gli effetti dei fuochi ricadono su proprietà di terzi. Ed è proprio l’evenienza che è accaduta in via Valle dove il lancio di fuochi d’artificio ha provocato un incendio su un terrazzo privato che ha mandato a fuoco alcuni vasi di plastica.

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Fuochi d’artificio a Porto Recanati

Diversa la scelta di Porto Recanati che ha adottato per la sicurezza un’ordinanza a contrasto del consumo di alcol e superalcolici vietando la vendita e somministrazione da asporto, il gioco del calcio in tutte le piazze pubbliche e pubbliche vie (sic!), mentre l’uso di fuochi d’artificio, vietato nel regolamento comunale, viene derogato proprio in occasione di feste come il Capodanno: «è vietato far esplodere giochi pirici: da tale disposizione è da escludersi, oltre a quelli messi in atto la notte di San Silvestro, gli spettacoli di fuochi d’artificio programmati dall’Amministrazione per eventi particolari o per le festività, nonché quelli autorizzati dalle competenti Autorità per occasioni speciali, feste private», si legge nel regolamento. «A Porto Recanati non ci sono attività commerciali di vendita, anche temporanea, di fuochi d’artificio – spiega il comandante Sirio Vignoni – fare un’ordinanza che vieti i botti è complesso perché bisognerebbe agire su più fronti, il coordinamento intanto perché non è come un controllo stradale. Bisognerebbe fare un tavolo di lavoro e poi annunciare che ci saranno controlli ed eventuali sanzioni a chi trasgredisce, altrimenti è lasciato al libero arbitrio e al buon senso dei cittadini. C’è da dire che l’usanza dei fuochi d’artificio effettivamente recentemente, come il revival in altri settori, è tornata di moda e c’è stato un incremento dopo anni in cui, quelli prima del Covid, l’utilizzo era scarso e limitato».



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