«Nonostante la sentenza della Cassazione del settembre 2024 che ha riconosciuto il diritto al rimborso del 60% delle imposte versante nel 2017, anche a chi non aveva aderito inizialmente alla sospensione, non abbiamo ancora visto un euro». A denunciare la situazione, sulla quale nei mesi scorsi aveva messo il mirino anche la Cisl, è Sandro Corallo, residente a Cerreto d’Esi.
Il caso è quelle delle cosiddette “buste paga pesanti”, che prevedevano la sospensione temporanea del pagamento delle imposte per i residenti nei Comuni del cratere del sisma 2016, da restituire in un secondo momento. L’Agenzia delle Entrate aveva ricorso contro il provvedimento, ma la Cassazione aveva dato ragione ai sindacati nel sì a questa iniziativa. Solo che, come evidenziato nei mesi scorsi dalla Cisl, la stessa Agenzia sta procedendo al rallentatore per l’applicazione della sentenza, procedendo a singhiozzo. Quello di Corallo e di altri cittadini di Cerreto d’Esi, è un caso tra quelli di coloro rimasti ancora indietro nelle erogazioni. «Con il supporto della Cisl, abbiamo presentato ricorso nel 2020 – ricorda il cittadino – nonostante gli anni trascorsi, le difficoltà affrontate e le sentenze favorevoli nei vari gradi di giudizio, né io né la mia compagna abbiamo ancora ricevuto il rimborso. Al contrario, altri contribuenti nella nostra stessa situazione hanno già ottenuto quanto spettante. Siamo almeno in quattro, tra amici e parenti, ad attendere ancora questi rimborsi, mentre in altre zone del cratere, come nel Maceratese, diversi conoscenti hanno già ricevuto quanto dovuto. Non comprendiamo le ragioni di questi pagamenti “a macchia di leopardo”: una vera e propria ingiustizia. Sono passati nove anni dal sisma e quasi sei anni dal ricorso: ci chiediamo, con frustrazione, dove siano finiti i nostri soldi».
Corallo auspica anche un intervento della politica per sbloccare la questione una volta per tutte. «Lancio un appello al presidente della Regione Francesco Acquaroli e al commissario straordinario per la ricostruzione Guido Castelli, affinché possano intervenire con urgenza per fare chiarezza su queste inaccettabili disparità nei rimborsi – conclude il cerretano – spero che possano trovare il tempo per affrontare anche questa vicenda. Lo ringrazio sin d’ora per l’attenzione che vorrà dedicare al caso».
Anche noi aspettiamo è imbarazzante
Nel maceratese non so dove perché noi nonostante i sindacati abbiamo dovuto mettere l avvocato a nostre spese già anticipate
Aspettiamo, da tanto e per quanto ancora?
Erina Iencenella aspettiamo e speriamo!
Il governo dovrebbe avere il coraggio di fare pagare le tasse agli evasori ( aspetta e spera), ed approvare un provvedimento per rimborsare gli onesti che hanno pagato più del dovuto. Ricordatevene nelle urne, non protestare solo sui social
Siamo in molti ad aspettare che schifo
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Ma non avete chiesto a Castelli ?