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«Santoni, imprenditore-demiurgo
capace di rievocare lo splendore
di una bottega rinascimentale»

CORRIDONIA - Le parole dell'azienda per ricordare il suo fondatore, morto ieri a 82 anni: «Uomo dallo spessore unico, era caratterizzato da un grande carisma, passione ed umanità. La sua visione di innovativo sviluppo in ambito di calzatura, da subito, fin dagli inizi dell’avventura di un brand oggi affermato nel mondo, ha saputo guardare ben oltre le anguste paratie di un ristretto territorio artigiano»

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Andrea Santoni

 

«Uomo dallo spessore unico, Andrea era caratterizzato da un grande carisma, passione ed umanità. E’ stato una di quelle figure di imprenditore-demiurgo che possono esistere soltanto in Italia». Con queste parole la Santoni spa ricorda il suo fondatore Andrea Santoni, morto ieri a 82 anni all’ospedale Torrette di Ancona dove era ricoverato. Aveva fondato l’azienda a Corridonia nel 1975 portandola poi, insieme al figlio Giuseppe, ad essere uno dei punti di riferimento del lusso nel mondo. Un anno fa aveva perso la sua compagna di vita, la moglie Rosa; mentre nel 2013 era morta l’altra figlia, Ilenia. «La sua capacità creativa e il virtuosismo tecnico che fin dai primi passi della sua straordinaria parabola professionale caratterizzano un itinerario di lavoro appassionante e in continuo incessante superamento – continua l’azienda nel ricordo il percorso di Santoni – prendono linfa da un distretto produttivo di eccellenza della calzatura, specie maschile, quello marchigiano del Maceratese. Ma se la più nobile e accurata tradizione artigiana per Andrea Santoni ha costituito un ideale plafond di appartenenza e la base di una semantica mirabile, la sua visione di innovativo sviluppo in ambito di calzatura, da subito, fin dagli inizi dell’avventura di un brand oggi affermato nel mondo, ha saputo guardare ben oltre le anguste paratie di un ristretto territorio artigiano. Quando fonda la sua azienda, nel 1975, nel garage di casa, Andrea ha già ben chiare le direttive di quale sarà la strada da intraprendere. Seguendo un autentico mantra che suonava quasi ereticale in tempi di vastissimo incremento del fenomeno del Made in Italy: meno quantità, più qualità. Tagliatore abilissimo, forte di un’esperienza eccezionale, iniziata giovanissimo nel 1952 e poi incrementata dal 1963 nello specifico settore della scarpa da bambino, Santoni abbraccia deciso il concetto di colore, inventa tonalità e nuances fino a quel momento impensabili, applicate alle tomaie con estro pittorico e pazienza certosina. Un procedimento che non può non rievocare lo splendore di una bottega rinascimentale. Chi ha avuto la fortuna di vederlo all’opera – aggiunge l’azienda – ha compreso fino in fondo il valore e la coerenza assoluta di quest’uomo taciturno eppure profondamente comunicativo, un sorriso franco e leale, perfino disarmante. Santoni è sempre stato fiero delle proprie radici. Vero self-made man, ha raccontato spesso delle sue modeste origini contadine, dei tanti sacrifici affrontati, dei successi e delle aspirazioni. Accanto a lui, la moglie Rosa, compagna preziosa di tutta una vita, con la quale ha creato la propria famiglia e un’azienda che viene vissuta proprio come una famiglia allargata. Questa incredibile storia di impresa e di famiglia è stata celebrata con un libro, a cura della Fondazione Cologni per i Mestieri d’Arte nel 2015, in occasione del 40° anniversario dell’azienda. Successivamente, nel 2018 Andrea è stato insignito del prestigioso premio Maestro d’Arte e Mestiere da parte della stessa Fondazione Cologni. Già dal 1990 Andrea ha visto con orgoglio il figlio Giuseppe entrare nell’azienda di famiglia, svilupparla fino a portarla alla dimensione odierna di una realtà che conta 650 addetti e che rappresenta uno dei luxury brands più prestigiosi al mondo». Il funerale domani alle 10,30 a Corridonia nella chiesa dei Santissimi Pietro, Paolo e Donato.

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