Ex manicomio, c’è il piano di recupero
targato Università di Macerata

VIA LIBERA della Giunta per il progetto dell'ateneo: residenza per studenti ampliata, restyling del padiglione Chiarugi, nuovo edificio e anche una palestra e due campi sportivi polivalenti
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Francesco Adornato e Romano Carancini

 

Via libera da parte della Giunta di Macerata per il Piano di recupero che riguarda la zona dell’ex Cras, in viale Indipendenza, per la realizzazione di attrezzature universitarie. L’area, di proprietà dell’Università di Macerata, ricade nel comparto dell’ex ospedale psichiatrico nella zona di Santa Croce ed è costituita da diversi padiglioni storici, alcuni dei quali sono individuati dal Piano regolatore generale come immobili vincolati in virtù del loro particolare valore artistico e storico. Accanto al Collegio Padre Matteo Ricci, ospitato nei  padiglioni Tanzi, Lombroso ed ex lavanderia, ora denominato “padiglione Rosso”, già restaurati nel 2013, l’area, suddivisa in cinque lotti complessivi, si arricchirà ora di nuovi impianti sportivi e di un potenziamento degli spazi ricettivi.

Nello specifico la residenza universitaria verrà ampliata, sia recuperando gli spazi dello storico Padiglione Chiarugi, sia realizzando un nuovo edificio nella zona pianeggiante dove era presente il padiglione Carletti, demolito in passato. Accanto a questo, troveranno posto un nuovo edificio che ospiterà palestra, locali per attività ricreative e culturali e spazi di servizio, e due nuovi campi sportivi polivalenti, connessi agli edifici con un sistema di percorsi pedonali e carrabili immersi nel verde.

Romano Carancini, il sindaco, spiega che «Abbiamo ascoltato i progetti che l’Università ha sull’area ex Cras di viale Indipendenza e li abbiamo pienamente condivisi rispetto al governo sul territorio.Un altro tassello importante a favore della crescita dell’Ateneo che segue le tante scelte costruite insieme in questi anni, il diritto di partecipazione per gli studenti in Consiglio comunale, fino alle tante collaborazioni condivise sulla cultura, sul sociale e anche sull’ambiente. Solo i fatti dovrebbero essere il criterio attraverso il quale misurare quanto il cuore e le comunità, istituzionale ed universitaria, hanno saputo costruite insieme per la città. Credo di poter affermare che di strada ne abbiamo percorsa tanta insieme e che continueremo a macinare passi senza mai fermarci».

 



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