di Federica Nardi
(foto di Fabio Falcioni)
«Mio padre era una persona molto allegra, unica per la sua gentilezza. Voglio lasciarlo con una canzone che mi ha sempre chiesto ma che non gli ho suonato quasi mai. E adesso gliela dedico». Ha preso la chitarra, Alfredo Antolini, e con la sorella Beatrice che gli ha retto un foglio con il testo, ha intonato “La collina dei ciliegi” di Lucio Battisti. Lo ha fatto stando seduto sui gradini dell’altare della chiesa di Santa Croce a Macerata, dove oggi pomeriggio è stato celebrato il funerale di Arrigo Antolini, scomparso ieri a 74 anni in seguito ad una malattia.
Presenti alla messa, celebrata dal parroco don Alberto Forconi, molti maceratesi che hanno condiviso con Antolini la vita politica (tra i fondatori del circolo locale di Forza Italia, fu consigliere comunale di centrodestra e candidato sindaco con la lista “Uniti per Macerata”), la vita associativa (componente del Rotary, era stato lui a promuovere in città l’università della terza età, tutt’ora operativa), amicizia o conoscenza. «Una persona generosa, cordiale, unica per la sua gentilezza e per il suo voler bene a tutti – ha detto il figlio Alfredo -. Non ha mai litigato con nessuno, sempre pacifico. Forse i suoi migliori amici erano proprio i suoi “nemici”. Riusciva sempre a comunicare e ha sempre curato l’interesse di tutti, specialmente da consigliere comunale. Non ho mai conosciuto nessuno che abbia parlato male di papà». Il figlio ha anche ricordato la sua grande passione per la musica. «Noi figli siamo nati immersi nella musica, per questo – ha aggiunto prima di intonare la canzone di Battisti -, una canzone è la cosa più bella che potessi dedicargli, a parte i discorsi».
Arrigo Antolini
Il brano è stato accompagnato dal battito di mani, a ritmo, dei presenti in chiesa e poi da un grande applauso. «Lo ricordo con le stesse parole del figlio – ha detto poi Mandrelli -. Un uomo garbato, che diceva sempre le cose in modo civile, con una vera voglia di dialogo e di confronto. Una parte di questo suo modo di essere l’ha espressa anche in politica. La sua caratteristica principale era di parlare sempre di cose concrete, nell’interesse di Macerata. Era un signore, come si diceva una volta. Ne sono rimasti pochi. Ricordiamolo come monito, quando la polemica tra noi cittadini si fa troppo aspra, ricordiamo che si può parlare civilmente. Hai già fatto un bellissimo viaggio Arrigo – ha concluso Mandrelli -, sarai sempre felice e guarderai sempre tutti i tuoi cari che sono qui oggi». Dopo la cerimonia un grande applauso ha accompagnato l’uscita del feretro che verrà tumulato nei prossimi giorni nella tomba di famiglia nel cimitero di Macerata.
A ricordarlo oggi anche l’Associazione laureati ateneo maceratese (Alam), di cui Antolini era stato socio fondatore: «Con grande commozione l’Alam esprime il proprio dolore e il più profondo cordoglio per la scomparsa del suo vice presidente e socio fondatore Arrigo Antolini. Ricordiamo con affetto e gratitudine il suo impegno costante per questo sodalizio, al quale ha dato moltissimo, facendo sentire la propria vicinanza fino agli ultimi giorni». Con un telegramma e un manifesto fatto affiggere in città anche il sindaco Romano Carancini e la giunta comunale oggi hanno ricordato Antolini. «La città di Macerata ne ricorda, con stima e riconoscenza, l’elevato contributo offerto attraverso la passione civile, le esperienze di vita, il forte impegno politico e l’attitudine al confronto – si legge nella nota di cordoglio inviata dal sindaco alla moglie Maria Michela e ai figli dell’ex consigliere -. Resta indelebile nel patrimonio di tutti il ricordo e l’opera di un importante protagonista dello sviluppo economico, sociale e politico della nostra comunità che ha condotto fino all’ultimo la propria esistenza con lealtà, coraggio e determinazione».
Addio ad Arrigo Antolini, storico esponente del centrodestra
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati
La famiglia di Arrigo Antolini ringrazia tutti coloro che hanno sentitamente partecipato al loro grande dolore per la perdita del caro marito, padre e nonno straordinario.