di Maria Stefania Gelsomini
(Foto Ciro Lazzarini)
In attesa della notte di San Lorenzo e delle sue stelle cadenti, ieri sera è andata in scena sul palcoscenico del Teatro Rossini di Civitanova “La notte della stella”. Gran finale per la XXIV edizione del festival internazionale Civitanova Danza con Morphed, spettacolo in prima ed esclusiva italiana firmato dal coreografo di fama mondiale Tero Saarinen. L’occasione era unica e irripetibile, se solo si dà un’occhiata al calendario in cui era inserita la data civitanovese: dopo aver danzato a San Pietroburgo il 30 giugno, e a Civitanova, la Tero Saarinen Company sarà a Londra il 10 agosto, ad Ottawa in Canada il 4 e 5 ottobre, a New York dal 18 al 22 ottobre, a Vancouver di nuovo in Canada il 27 e 28 ottobre e poi a Parigi nel gennaio 2018.
I sette ballerini della compagnia finlandese, arrivati in città un paio di giorni prima, ne aveva subito approfittato per gettarsi fra le onde dell’Adriatico. Ieri sera hanno dato prova di un’eccezionale carica energetica e una forza fisica fuori dal comune. Ballare a ritmi scatenati per un’ora ininterrottamente, con addosso giacca, pantaloni e cappuccio in testa, sarebbe stata già un’impresa in condizioni normali, ma il caldo torrido della serata, con una temperatura esterna vicina ai 40 gradi (si sudava solo stando seduti in platea con l’aria condizionata) ha reso la performance eccezionale, considerando anche che in Finlandia, un clima così bollente, non l’avranno visto mai. La coreografia minimalista ma complessa di Saarinen fatta di spostamenti geometrici, di pause e accelerazioni in un crescendo frenetico di forza esplosiva e sensualità, è esaltata dalle musiche incalzanti e drammatiche del compositore Esa-Pekka Salonen, dalle scene e dalle luci dello storico collaboratore di Saarinen Mikki Kunttu, vincitore di un Bessie award, in cui dominano la luce, il bianco e il nero, mentre i costumi sono di Teemu Muurimäki. I sette ballerini, Leo Kirjonen, Saku Koistinen, Mikko Lampinen, Jarkko Lehmus, David Scarantino, Eero Vesterinen, Heikki Vienola, hanno fisicità tutte diverse fra loro per stazza, per altezza e per stile, e non esibiscono quei muscoli scolpiti che siamo ormai abituati a riconoscere nei danzatori, classici e non. I ballerini di Saarinen sono uomini, che ieri hanno trasmesso al pubblico un’emozione diversa, attraverso una fatica e una resistenza fisica straordinarie.
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