Bruce Springsteen con l’inseparabile chitarra Fender Telecaster
«La mia anima si è persa, amico mio. Dimmi, come posso ricominciare? La mia città è in rovina». Sono questi alcuni degli struggenti versi di “My city of ruins” (“la mia città di rovine”), la canzone che Bruce Springsteen durante il suo ultimo concerto ha dedicato a tutte le persone coinvolte nel tragico sisma delle 3,36 di mercoledì. «Se sei mai stato abbattuto e devi ricominciare da capo – ha gridato “il Boss” al Metlife stadium di New Jersey, in apertura di show lo scorso giovedì – questa canzone è per te. Un brano che dedico ai nostri amici italiani». Tra il pubblico del Metlife, anche l’abruzzese Pierluigi De Luca, che ha poi diffuso la notizia nei social network. Una sentita interpretazione di un brano molto importante per il leggendario cantautore americano, la cui mamma, Adele Zirilli, ha origini italiane. “My city of ruins” infatti è stata scritta da Springsteen nel 2000, ma ha riscosso un grande successo negli Stati Uniti solo l’anno seguente, quando il Boss l’ha dedicata in un concerto speciale alle vittime degli attentati dell’11 settembre 2001. «Rise up», ovvero “risorgete” o “alzatevi”, è l’incitamento dell’artista a tutti coloro che, in modo più o meno grave, hanno perso qualcosa e soprattutto qualcuno nella la notte del 24 agosto.
(Leo. Gi.)
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