Il convegno di ieri sera all’hotel Claudiani
Federico Gelli (primo a sinistra) durante il convegno di ieri al Claudiani
di Federica Nardi
«A Roma ci sono 500 milioni di euro nel fondo per l’edilizia sanitaria», a dirlo è l’onorevole del Pd Federico Gelli, presidente della Commissione sanità in parlamento, soldi che possono essere utilizzati per i nuovi ospedale (come quello che la Regione pensa di realizzare nel Maceratese). Gelli ieri sera ha partecipato al convegno dei democrat all’hotel Claudiani “La sanità per il sì”, dedicato al referendum costituzionale e che ha dato il battesimo al Comitato per il sì del settore sanitario. «Bisogna però che i nuovi ospedali vengano costruiti in zone non facilmente alluvionabili e ben collegate – dice il deputato – e soprattutto che mettano al centro il paziente e non il primario». Se i soldi a Roma ci sono, a mancare nel Maceratese sono ancora il progetto e il luogo del nuovo ospedale. Due dati fondamentali per poter accedere ai finanziamenti nazionali, in attesa di una decisione definitiva dei sindaci e del progetto finanziario dell’Area vasta 3. E con la competizione del Pesarese e dell’Ascolano, che almeno sono riusciti a far comparire i loro ospedali nella programmazione regionale, la questione ospedali unici rischia sempre di più di diventare, in aria di elezioni, una tela di Penelope tutta maceratese. Non si sbilancia sui nuovi ospedali Gelli, ma riserva buone parole per la riforma sanitaria del governatore Ceriscioli: «C’è stato il coraggio di mettere mano alla riorganizzazione delle aziende e delle reti ospedaliere. Ora serve un impegno in più per far funzionare la Stazione unica appaltante (Suam), che porterà grandi risparmi».
Gelli è medico ed è il parlamentare che ha messo mano a uno dei temi più scottanti della sanità, quello della responsabilità penale dei professionisti. Quando parla delle Marche lo fa con il pensiero rivolto alla sua regione, la Toscana, che ha già affrontato le turbolenze della riorganizzazione ospedaliera. «Chiudere un piccolo ospedale che magari non è più idoneo è un bene non un male. Certo è fondamentale l’accordo con i medici di base: la prima risposta deve venire dal territorio altrimenti si ingolfa il pronto soccorso, dove dovrebbero arrivare solo i casi più gravi. La migliore organizzazione dell’assistenza territoriale passa anche per il lavoro della guardia medica». Una riorganizzazione con al centro il fantasma delle case della salute, di difficile attivazione proprio per i labili accordi con i medici di base: «Nelle case della salute deve essere garantita l’assistenza 24 ore al giorno per i codici bianchi».
IL SI’ DELLA SANITA’ E IL FUTURO DELLE SUAM – Se vince il sì al referendum «la sanità non sarà più una materia concorrente tra Stato e Regione – spiega Gelli – Tradotto in pratica: lo Stato detterà i parametri e le disposizioni generali, mentre le Regioni avranno il compito di programmare nello specifico. Se ci saranno Regioni che non riescono a rispettare le disposizioni statali potrà intervenire direttamente lo Stato». Un pericolo che, per adesso, non riguarda le Marche che per i Livelli di assistenza essenziali (Lea) è una delle regioni prese a modello a livello nazionale. Tra le novità annunciate da Gelli a margine del suo intervento, la possibilità che cinque regioni italiane che hanno reso operativa la Suam, proprio come si fa per i Lea, vengano «prese a riferimento per acquistare a livello nazionale le principali categorie merceologiche».
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Ma tutti qua a sbarca?
. L’Entità del dissesto nelle Marche Sono 236 i comuni delle Marche a rischio idrogeologico individuati dal Ministero dell’Ambiente e dall’Unione delle Province Italiane nel 2003, il 99% del totale (di cui 125 a rischio frana, 1 a rischio alluvione e 117 a rischio sia di frane che di alluvioni).
http://www.legambientemarche.org/downloads/EcosistemaRischio2010.pdf
Pagina 3
Oh si si nel pesarese ospedale nella programmazione proprio in una zona non precaria (il progetto prevede 1500 pali ficcati nel terreno per problemi idrologici e terreno sabbioso) e facilmente raggiungibile:la statale lungomare adriatica, non so se rendo. Poi ci spiegate voi del Pd dove raccogliete la coerenza delle idee. Sul tagada’? Ci vuol parlare lei con Ceriscioli? perché a noi cittadini non ci ascolta mica, però lo fa per il ns bene. Sarà.
I convegni sulla Sanità dovrebbero esser fatti con la coalizione di maggioranza, in modo particolare quando, esempio l’Udc ha anticipato sia sul pronto soccorso, sull’oculistica, sull’individuazione nel territorio comunale del nuovo Nosocomio si auspica un gioco di squadra allargato addirittura con le minoranze vista la delicatezza e soprattutto l’urgenza del problema maceratese sanita’. Ivano Tacconi capo gruppo Udc Comune di Macerata
I convegni sulla Sanità dovrebbero essere fatti da persone serie, che contano fino a dieci prima di dire corbellerie e soprattutto che non diano fiato solo per suonare tromboni e visto il periodo pre-elettorale grancasse.
Zona ben collegata???
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Quindi il “nuovo” Ospedale maceratese NON potrà essere fatto in zona Fiume Potenza….
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(a dir la verità NON verrà nemmeno fatto in zona Fiume Chienti)
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Magari il Poliospedale specializzato maceratese lo faremo tra Ancona e Pesaro??
Se vince il”SI” una frase infelice e ricattatoria, Se vince il”NO” cosa succede, niente piu soldi e niente Ospedale ,quanta meschinità! Quindi non è vero che prima vengono gli ammalati poi i Primari, è solo questione di politica e del Referendum, quanta meschinità.
Cerasi, su una bella piattaforma in mezzo al mare davanti a Civitanova? Anche se dovesse piovere per un mese non ci sarebbero rischi alluvionali. Civitanova è ben collegata e se si riprendesse il famoso progetto del cavalcavia, con propaggine sin sulla piattaforma, da Visso, per fare un esempio, in poco meno di due ore si entrerebbe al Pronto Soccorso. Senza contare che fornita di eliporto, volando si potrebbero raggiungere quasi tutti i nostri centri del Maceratese, anche Frontignano ed Ussita. Poi si può sempre contare su velocissimi motoscafi come quelli che venivano usati dai contrabbandieri di sigarette a Napoli. Stando in mare, potrebbe diventare il primo Poliospedale marino dove sistemare anche un reparto veterinario per la cura di anziani Lupi di Mare, squali, delfini ecc, compresi quei politici che amano nuotare nei misteriosi abissi della Politica. Le idee, sarebbero ancora tante e con un po’ di volontà qualsiasi ostacolo potrebbe essere superato. Qualsiasi, eccetto uno, il politico coccolone, che con quattro debordate si attira l’affetto dei più creduloni.