L’autore la definisce un’antiguida perché non dà giudizi ed è di fatto un diario di viaggio nel buono e nel bello d’Italia, ma per le classifica dei libri è invece una guida. Anzi è la guida visto che è in assoluto la più venduta. Di che parliamo? Ma ovviamente de Il Mangiarozzo giunto quest’anno alla settima edizione scritto da Carlo Cambi con la preziosa collaborazione di Petra Carsetti e Giulia Canuto e pubblicato dalla Newton e Compton. A certificare il primato de Il Mangiarozzo (1008 pagine euro 19,90 oltre 1300 tra ristoranti, trattorie e osterie recensiti dalla Valle d’Aosta alla Sicilia) è il più importante sito di vendita on line di libri: IBS (Internet Bookshop) colloca il volume di Carlo Cambi al secondo posto assoluto nella sezione Guide turistiche e viaggi e di gran lunga al primo posto assoluto tra le guide gastronomiche considerando che quelle blasonate stanno Espresso al quarto posto, Slow Food al quindicesimo e Gambero Rosso addirittura al quarantanovesimo. “Sono contento – dichiara Carlo Cambi – di questo gradimento. Quando ho cominciato a fare Il Mangiarozzo ormai otto anni fa avevo in testa un libro che servisse a fare da ponte tra chi cucina e chi mangia e di fare un racconto che mettesse in valore la cucina di territorio, le trattorie e le osterie d’Italia dove lavorano i cuochi e le cuoche che fanno davvero da mangiare per nutrimento e affetto. La seconda ragione che mi dà soddisfazione è che volevo creare a Macerata, la città che mi ha adottato nonostante io sia toscano di nascita, una piccola/grande scuola di racconto dell’enogastronomia e del territorio e devo dire che il successo del libro che divido con Petra e Giulia mi corrobora in questa scelta”. Ma vi è un altro elemento di soddisfazione per Carlo Cambi: è quello di avere fatto, con il pieno appoggio con l’editore, una (anti)guida i cui vantaggi sono tutti rivolti al lettore.
Non solo per il fatto che le oltre mille tavole recensite dalla Val d’Aosta alla Sicilia praticano prezzi (bevande escluse) che devono stare sotto i 45 euro, ma perché offre reali vantaggi ai lettori. Per scelta dell’autore condivisa dall’editore ne Il Mangiarozzo non c’è pubblicità, né alcuna recensione che comporti il pagamento di alcunché da parte dei ristoratori. C’è invece un concreto vantaggio per i lettori. Oltre il 40% dei locali recensiti ha aderito alla proposta dell’autore di praticare uno sconto (varia dal 5 al 20%) o di offrire un prodotto (dall’olio ai biscotti, dal vino ai salumi) ai lettori che si presentano nei ristoranti con l’edizione 2012 de Il Mangiarozzo. È un modo diverso di fare un libro diverso che si propone con una triplice chiave di lettura: è un racconto per medaglioni dell’Italia più vera e buona, è utile per trovare il pasto giusto nel posto giusto, è un saggio sulla cucina come valore culturale e antropologico. Immutati sono i criteri di selezioni: i locali devono essere storici o trovarsi in località storiche, devono praticare unacucina di tradizione e di territorio, devono essere a gestione familiare, devono far pagare un pranzo non più di 45 euro a persona (bevande escluse).Immutata è anche la mission che Il Mangiarozzo si è dato: quella di difendere e valorizzare la cucina di tradizione come ha sempre fatto in tutti questi anni.
Una mission che l’autore de Il Mangiarozzo Carlo Cambi porta avanti anche su Rai1.È diventato infatti il narratore delle eccellenze enogastronomiche all’interno della trasmissione di punta di Rai1 “La Provadel Cuoco” condotta da Antonella Clerici. Ogni martedì Carlo Cambi racconta in diretta i prodotti di stagione, i tesori della nostra campagna e delle nostre tavole, i fondamenti della nostra cucina di territorio. Insomma i temi che hanno fatto de Il Mangiarozzo il best seller della cucina italiana.
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grandissimo Carlo! complimenti, ennesimo maceratese (di adozione e questo ti rende ancora di più onore in una città in cui si scappa) che probabilmente solo tra 60 anni sarà ricordato e menzionato…
Il prof. Cambi è eccezionale. Col suo idioma toscano, appena appena venato da qualche inflessione maceratese, cerca di far capire che è saggio “mangiare come si parla”. E’ un archeologo della gastronomia semiscomparsa o del tutto perduta. Celiando mi sento di dire che da ottimi consigli culinari ai più svariati personaggi. Così allo snob propone “l’affettato”, all’etero la vaccina, al massone la carbonara, al prete il coniglio in salmi, al vescovo lo zucchetto, al becchino il formaggio di fossa, al politicante la porchetta. Per ogni palato, un gusto appropriato.